“Via le truppe Usa dall’Italia”. Cosa succede se Trump fa sul serio?

Wait 5 sec.

Donald Trump torna a parlare come sa fare meglio: una frase secca, una provocazione e il tavolo diplomatico che salta per aria. “Ritirare le truppe americane dall’Italia? Probabilmente. Perché non dovrei? Non è stata di alcun aiuto”. Stavolta non si tratta di indiscrezioni, retroscena o voci raccolte nei corridoi di Washington. A pronunciare quelle parole è stato lo stesso presidente americano, ieri, nello Studio Ovale, davanti ai giornalisti.Il messaggio è chiaro e insieme pesantissimo. Trump non nasconde più il risentimento verso quegli alleati Nato che non si sono schierati con gli Stati Uniti nel confronto con l’Iran. Nel mirino ci sono soprattutto Spagna, Italia e Germania. Paesi nei quali, dalla fine della Seconda guerra mondiale, Washington mantiene uomini, mezzi e basi strategiche che hanno rappresentato per decenni l’ossatura della presenza americana in Europa.Se quelle parole dovessero trasformarsi in decisioni concrete, si aprirebbe una pagina del tutto nuova nei rapporti transatlantici. Perché il ritiro delle truppe Usa dal continente non sarebbe solo un gesto simbolico o una rappresaglia politica: significherebbe mettere mano agli equilibri di sicurezza europei costruiti in ottant’anni. E sullo sfondo resta sempre la minaccia più grande, quella di un progressivo disimpegno americano dalla Nato.La giornata era iniziata con un altro scontro, questa volta con il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Trump lo ha attaccato duramente dopo alcune dichiarazioni sulla situazione nel Golfo Persico, dove Teheran avrebbe dimostrato di conservare capacità militari tali da tenere sotto pressione l’Occidente attraverso il possibile blocco dello Stretto di Hormuz. Su Truth, il presidente americano ha scritto parole durissime: “Il cancelliere dovrebbe dedicare più tempo a porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina (in cui si è dimostrato totalmente inefficace) e a risanare il suo Paese in crisi, e meno tempo a interferire con coloro che stanno eliminando la minaccia nucleare iraniana, rendendo così il mondo, Germania inclusa, un luogo più sicuro”. Un affondo che ha dato sostanza alle indiscrezioni circolate nelle ultime settimane su un possibile ridimensionamento della presenza militare Usa in Germania. Ma poco dopo Trump ha allargato il fronte dello scontro. Alla domanda se anche Italia e Spagna rischiassero la stessa sorte, il presidente non ha esitato: “probabilmente”.Poi è arrivata la seconda bordata. “Perché non dovrei? L’Italia non è stata di alcun aiuto, la Spagna è stata orribile. Quando avevamo bisogno di loro, non c’erano”. Non pago, Trump ha esteso le critiche all’intera Alleanza Atlantica: “Non è nemmeno una questione di quanto siano cattivi. Sarebbe un conto se avessero detto le cose con garbo. Guardate il livello di assistenza che stanno fornendo all’Ucraina: hanno creato un disastro, un caos totale. La cosa incredibile è che loro utilizzano lo Stretto di Hormuz, mentre noi non lo adoperiamo”.La tesi del presidente americano è semplice: se il passaggio nel Golfo è vitale soprattutto per gli europei, allora siano gli europei a farsene carico. Una linea che rompe con la tradizionale postura statunitense di garante della sicurezza occidentale e che sposta il conto politico e militare direttamente sulle capitali del Vecchio Continente. In Italia la presenza americana vale circa 13 mila soldati distribuiti in diverse basi strategiche. In Spagna sono circa 4 mila. Numeri che spiegano bene quanto la minaccia, almeno sul piano teorico, non sia marginale. Leggi anche:Perché la rottura con Trump non rafforza Meloni. Né in Europa né in ItaliaDa Roma è arrivata una replica immediata del ministro della Difesa Guido Crosetto. “Non ne capirei le ragioni”, la sua versione: “Come è evidente a chiunque, non abbiamo usato Hormuz. E ci siamo anche resi disponibili ad una missione per proteggere la navigazione. Cosa che peraltro è stata molto apprezzata dai militari americani”. Una risposta che punta a smontare l’accusa americana e a rivendicare la disponibilità italiana nel quadro internazionale.Più fredda, quasi impassibile, la reazione di Madrid. Il governo spagnolo ha fatto trapelare tranquillità, ribadendo attraverso fonti dell’esecutivo di essere un partner affidabile che ha sempre onorato gli impegni assunti. Una linea già adottata nelle precedenti uscite di Trump, quando aveva minacciato perfino di espellere la Spagna dall’Alleanza Atlantica per la sua posizione sul Medio Oriente o per il rifiuto di aumentare la spesa militare al 5% del Pil.Resta da capire se si tratti dell’ennesima sparata trumpiana o dell’anticamera di una scelta reale. Ma il punto politico è un altro: quando il presidente degli Stati Uniti mette in discussione la presenza militare in Italia, Spagna e Germania, non parla soltanto ai governi europei. Sta dicendo al mondo che l’America, almeno quella versione incarnata da Trump, non intende più pagare il conto della sicurezza altrui. E in Europa, piaccia o no, farebbero bene ad ascoltare.Franco Lodige, 1 maggio 2026L'articolo “Via le truppe Usa dall’Italia”. Cosa succede se Trump fa sul serio? proviene da Nicolaporro.it.