Smalti, gel, tinte e profumi: dal 1° maggio cambia la formula di molti prodotti che passano ogni giorno tra le mani di parrucchieri, estetisti e consumatori. L’Unione europea ha aggiornato le regole sugli ingredienti cosmetici, introducendo nuovi divieti e restrizioni per una serie di sostanze considerate a rischio sulla base delle evidenze scientifiche più recenti. Alcuni composti escono definitivamente di scena, altri potranno essere utilizzati solo entro limiti più severi, soprattutto quando associati a possibili effetti cancerogeni, mutageni, tossici per la riproduzione o capaci di provocare allergie e sensibilizzazioni. Una stretta che punta a rafforzare la sicurezza lungo tutta la filiera, ma che tocca da vicino anche i prodotti di uso quotidiano. Ma quali sono, nello specifico, le sostanze coinvolte? Quali rischi comportano davvero per la salute e, soprattutto, come si possono riconoscere sulle etichette dei prodotti che utilizziamo ogni giorno?Le sostanze ridotte e vietateNon è solo una questione di nuove regole: è dentro le formule che si gioca davvero la partita. L’aggiornamento del regolamento europeo sui cosmetici interviene su ingredienti già presenti in molti prodotti usati ogni giorno in saloni e case, soprattutto quelli classificati come CMR, acronimo che indica sostanze cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione. Si tratta di composti per cui esistono evidenze scientifiche di un possibile legame con lo sviluppo di tumori, con danni al DNA (mutazioni genetiche) o con effetti sulla fertilità e sullo sviluppo del feto. Proprio per questo, sono tra le categorie più strettamente controllate a livello europeo: nei cosmetici, il loro uso è in linea generale vietato, salvo eccezioni molto limitate e sottoposte a valutazioni scientifiche rigorose.Le sostanze oggetto del nuovo regolamento coinvolgono prodotti molto comuni. Tra quelle coinvolte nella stretta c’è:Argento (CI 77820): presente in smalti glitterati, gel UV, ricostruzioni unghie, spray e aerosol per ottenere effetti metallici. Dal 1° maggio non potrà più essere venduto né utilizzato nei saloni in queste forme, perché in particelle molto fini è stato classificato come sospetto tossico per la riproduzione (CMR di categoria 2). Resta consentito solo in alcuni prodotti make-up (come rossetti o ombretti) entro lo 0,2%.Hexyl Salicylate (2-idrossibenzoato di esile): fragranza molto diffusa in profumi, shampoo, bagnoschiuma, creme e anche dentifrici. Non viene vietata, ma fortemente limitata: fino al 2% nei profumi, 0,5% nei prodotti a risciacquo e 0,3% nelle creme cosiddette “leave-on”, cioè quelle che restano sulla pelle e non si risciacquano (come creme viso, lozioni o deodoranti). Nei prodotti per l’igiene orale, cioè quelli destinati alla pulizia della bocca come dentifrici e collutori, la soglia scende drasticamente (0,001%), proprio perché l’esposizione avviene in una zona particolarmente sensibile.Bifenil-2-olo (o-Phenylphenol): conservante antibatterico usato in shampoo, detergenti, creme e make-up fluidi. Rimane autorizzato ma con limiti più severi e con divieti specifici negli spray e aerosol, dove il rischio principale è legato all’inalazione.Le altre sostanze pericoloseNon si tratta di tre casi isolati. L’aggiornamento europeo non introduce una lista limitata di ingredienti “vietati”, ma interviene su un gruppo più ampio di sostanze, soprattutto quelle classificate come CMR, che vengono progressivamente escluse o ristrette quando emergono nuovi dati sulla sicurezza. Oltre a argento, hexyl salicylate e bifenil-2-olo, le revisioni riguardano diversi composti utilizzati come fragranze, conservanti o ingredienti tecnici, presenti in prodotti che vanno dai profumi ai detergenti, fino ai trattamenti professionali per capelli e unghie. In molti casi non si tratta di divieti immediati, ma di riduzioni delle concentrazioni massime consentite, oppure di limitazioni legate al tipo di prodotto, per esempio se resta a lungo sulla pelle o viene risciacquato). Il meccanismo è quello di aggiornamenti progressivi: man mano che le evidenze scientifiche si consolidano, alcune sostanze vengono riclassificate e quindi automaticamente sottoposte a restrizioni più severe. È per questo che la normativa cambia nel tempo e che l’impatto non è sempre visibile a colpo d’occhio sugli scaffali, ma si traduce in una modifica continua delle formule.Come riconoscere le sostanze?Per il consumatore la domanda resta pratica: come si riconoscono queste sostanze? La chiave è l’etichetta, o meglio l’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients), l’elenco degli ingredienti che compare su ogni prodotto. Qui le sostanze sono indicate con il loro nome tecnico, spesso in inglese o latino, e non sempre sono immediatamente riconoscibili. Alcuni esempi: Hexyl Salicylate segnala la presenza della fragranza omonima; CI 77820 identifica l’argento usato come colorante; o-Phenylphenol (o “Phenylphenol”) indica il conservante. Il punto da tenere presente è che la posizione nell’elenco conta: gli ingredienti sono riportati in ordine decrescente di concentrazione, quindi più una sostanza è in alto, maggiore è la sua presenza nel prodotto. Inoltre, nei cosmetici più recenti è possibile che alcune di queste sostanze non compaiano più o compaiano in quantità ridotte, proprio per adeguarsi alle nuove regole. C’è da fare attenzione anche alla tipologia di prodotto: profumi e creme “leave-on” e cioè che restano sulla pelle sono quelli in cui le restrizioni tendono a essere più severe rispetto ai prodotti a risciacquo, come shampoo o detergenti. In caso di pelle sensibile o allergie, leggere l’INCI diventa quindi uno strumento utile non solo per orientarsi tra le nuove norme, ma anche per fare scelte più consapevoli.I rischi per la saluteQuali sono concretamente i rischi per la salute? Dipende dal tipo di sostanza e soprattutto dall’esposizione. Le categorie CMR includono composti che, in determinate condizioni, possono interferire con i meccanismi fondamentali delle cellule: alcuni sono associati a un aumento del rischio di tumori, altri possono provocare mutazioni del DNA (cioè alterazioni del materiale genetico), altri ancora interferiscono con il sistema ormonale e con la fertilità o lo sviluppo del feto. Nel caso dei cosmetici, però, il rischio non è legato a un singolo utilizzo, ma piuttosto a esposizioni ripetute e cumulative nel tempo. È qui che entrano in gioco anche sostanze meno “forti”, come alcune fragranze o conservanti: possono provocare dermatiti da contatto, irritazioni o fenomeni di sensibilizzazione, cioè reazioni allergiche che tendono a peggiorare con l’uso continuato. Nei prodotti spray o aerosol, invece, il nodo principale è l’inalazione, che può aumentare l’assorbimento di alcune sostanze da parte dell’organismo.Per questo le nuove regole non si limitano a vietare alcune sostanze, ma tengono conto di come vengono usate: se restano sulla pelle, se vengono risciacquate, se possono essere inalate o se entrano in contatto con mucose sensibili, come nel caso dei prodotti per l’igiene orale. Un approccio che punta a ridurre i rischi più realistici, quelli legati all’uso quotidiano e, soprattutto, all’esposizione prolungata di chi lavora nel settore.L'articolo Dal 1° maggio stop a smalti, tinte e profumi tossici. L’Europa cambia le regole per parrucchieri ed estetiste: ecco cosa non potrai più usare proviene da Open.