Sul Documento di finanza pubblica arrivano al voto le risoluzioni di maggioranza e opposizioni. L’esame è in corso a Montecitorio così come, contemporaneamente al Senato (le mozioni in votazione sono le stesse), a e l’attenzione resta tutta su una parola: scostamento di bilancio. Il centrodestra non la scrive esplicitamente nel testo. Ma, nell’ultima versione della risoluzione, arrivata ai deputati poco prima che in aula intervenisse il ministro Giancarlo Giorgetti fa un passo in più: chiede di aprire interlocuzioni con l’Unione europea per il riconoscimento dell’eccezionalità della situazione, «in vista di una possibile attivazione delle clausole di salvaguardia”. Pd, M5s, Avs e Iv invece lo scostamento lo menzionano. Ma per blindarne i confini: eventuale extra deficit solo per famiglie, imprese, povertà, caro energia e sanità pubblica. Non per le armi.La maggioranza apre alle clausole di salvaguardiaIl centrodestra rivendica la tenuta del percorso di bilancio. Ma nell’ultima versione fa capolino una novità importante: il governo dovrà «rispettare il percorso di spesa netta programmatica indicato nel Piano e previsto nelle raccomandazioni del Consiglio del gennaio 2025», ma anche attivare «interlocuzioni presso l’Unione europea volte al riconoscimento dell’eccezionalità della situazione in vista di una possibile attivazione delle clausole di salvaguardia». L’obiettivo, si legge ancora nel testo, è «intraprendere ogni più opportuna azione per tutelare le necessità del tessuto economico nazionale ed europeo».Il riferimento alle clausole è presente già nelle premesse della risoluzione del centrodestra. La maggioranza scrive che «gli eventi bellici sviluppatisi a partire dal 28 febbraio scorso hanno determinato una situazione economica caratterizzata da un rilevante impatto asimmetrico sui costi energetici», per fattori «al di fuori del controllo degli Stati dell’Unione», e dunque «suscettibili di motivare il ricorso alle clausole di salvaguardia previste dal nuovo assetto della governance economica».La maggioranza impegna quindi il governo a usare le flessibilità europee per interventi di «sicurezza economica ed energetica generate dalla crisi internazionale», «misure fiscali mirate, temporanee e non distorsive» per mitigare l’impatto del rialzo dei combustibili sulle famiglie, in particolare quelle più disagiate, sull’industria energivora e sui settori dei trasporti, dell’agricoltura e della pesca. La risoluzione unitaria delle opposizioniNel testo delle opposizioni, tranne Azione, si chiede di «predisporre misure straordinarie per sostenere la crescita e la competitività del nostro sistema economico» e per il «sostegno dei redditi delle famiglie colpite dalla perdita di potere d’acquisto». Sul piano europeo, il governo dovrebbe sostenere «un piano di investimenti comuni sul modello di Next Generation EU», finalizzato alla protezione dei posti di lavoro esposti alla crisi derivante dalla situazione geopolitica internazionale. Nel documento le opposizioni scrivono che il Dfp «certifica la revisione al ribasso delle stime di crescita del PIL reale», accusando l’esecutivo di non aver mostrato «la volontà né la capacità» di affrontare il rallentamento con politiche adeguate. Il quadro che emerge, secondo la risoluzione, è quello di «un Paese più debole, impoverito e privo di ambizioni».La risoluzione unitaria delle opposizioni impegna infatti il governo «a garantire che un eventuale scostamento di bilancio sia esclusivamente indirizzato al contrasto della povertà assoluta, al sostegno delle famiglie e delle imprese colpite dalla crisi energetica, al finanziamento della sanità pubblica e non a impegni di spesa militare». È la sintesi della linea maturata tra Pd, Movimento 5 Stelle, Avs e Italia Viva: disponibilità a discutere una deroga al Patto di stabilità, ma solo a condizioni precise.L'articolo Patto di stabilità, il centrodestra e l’attivazione delle clausole di salvaguardia (ma rispettando i piani) proviene da Open.