Qualcosa si muove. Dopo che anche su questo nostro sito abbiamo segnalato le vergognose insinuazioni di Sigfrido Ranucci ai danni di Carlo Nordio durante l’intervento a Cartabianca, adesso si muove la Rai. Che invia un richiamo al conduttore di Report.Secondo LaPresse, non si tratta di un provvedimento disciplinare ma di un richiamo “scritto” da parte del direttore Paolo Corsini. Nella lettera si contesterebbe al conduttore di Rai3 di aver fornito a Rete4 delle rivelazioni su informazioni “non ancora verificate” sul ministro della Giustizia, a prescindere dal fatto che possa in futuro eventualmente rivelarsi vera. Tant’è che quando Nordio ha telefonato in diretta, Ranucci ha fatto una colossale figura barbina: ha balbettato e non ha saputo spiegare se la contestazione fatta al ministro (essere stato in Uruguay e nel ranch del compagno di Nicole Minetti) si riferisse a questo marzo (impossibile) o a quelli di chissà quale anno passato (guarda qui il video).“Una fonte ci ha detto di aver visto il ministro Carlo Nordio nel ranch di Cipriani in Uruguay”, aveva detto Ranucci. Pronta la smentita del ministro: “Non esiste al mondo. Ma figurarsi se sono andato lì. I miei spostamenti sono tutti documentati, era una missione ufficiale di tre giorni in Argentina e in Uruguay uno o due anni fa. C’è un limite a tutto, anche a questo degrado morale e mediatico”.La Rai in questo modo prende le distanze da quanto affermato da Ranucci e, se Nordio dovesse querelarlo, l’azienda di Stato sarebbe pronta a non coprire legalmente il suo giornalista. Inoltre Ranucci, secondo la Rai, era autorizzato esclusivamente a presentare il suo libro e non a partecipare a discussioni di attualità in una trasmissione concorrente.Scontata la difesa d’ufficio del M5S: “Nel giorno in cui si certifica il tracollo dell’Italia guidata da Giorgia Meloni sul fronte della libertà di stampa, con la caduta libera nella classifica di Reporter Senza Frontiere, Telemeloni mette il sigillo definitivo sull’asservimento della Rai al governo. Su Sigfrido Ranucci è stata superata la linea rossa. Qual è la sua colpa? Senza quell’intervento dalla Berlinguer nessuno avrebbe saputo che Carlo Nordio era stato in Uruguay. Nessuno. E questo dato, da solo, basta a spiegare il valore giornalistico di quanto detto”. Gli esponenti M5S in commissione di vigilanza Rai (Dario carotenuto, Dolores Bevilacqua, Anna Laura Orrico e Gaetano Amato) aggiungono: “Nordio ha dichiarato di conoscere Cipriani, cosa che non aveva mai detto prima. Anche questo è un fatto, non un’opinione. Non ci risulta che alcun ministro della Giustizia, oltre a Nordio, sia mai andato in Uruguay. Anche questo è un elemento oggettivo che merita di essere portato all’attenzione pubblica. Non c’è stato alcuno scoop venduto come verità assoluta. Ranucci ha detto chiaramente che si trattava di una notizia proveniente da una fonte attendibile e che era in corso di verifica. Non ha accusato nessuno. Non ha costruito sentenze. La parte più indegna e grave è quella in cui la Rai scrive nero su bianco che non fornirà alcuna tutela legale qualora il ministro decidesse di agire. È un messaggio devastante: la negazione stessa del servizio pubblico. È un atto di intimidazione interna che non ha precedenti recenti per brutalità. La Rai deve tornare indietro. Deve ritirare quella lettera. Deve chiedere scusa a un giornalista che solo pochi mesi fa ha subito un attentato che ha messo in pericolo la sua vita e quella della sua famiglia. C’è un limite a tutto, anche per TeleMeloni“.Articolo in aggiornamentoL'articolo Ranucci, batosta dopo la figuraccia: la Rai lo molla sul caso Minetti-Nordio proviene da Nicolaporro.it.