L’ex sindaca di Barcellona, Ada Colau, è pronta a partire con la Global Sumud Flotilla, che tenterà di rompere l’assedio a Gaza e far arrivare aiuti umanitari ai palestinesi. La ex ‘alcaldesa’ porterà con sé sulla nave un disegno fatto dal figlio di otto anni, la speranza di riuscire ad arrivare nella Striscia per consegnare cibo e farmaci, e la convinzione di star facendo “la cosa giusta”.“Non ci arrenderemo”, afferma in un’intervista rilasciata a LaPresse prima della partenza, “a rischio ci sono prima di tutto le vite dei palestinesi ma anche il futuro dell’umanità”, perché “se tutto è permesso contro i palestinesi, domani la stessa cosa potrebbe accadere altrove”.Colau spiega di aver deciso di partecipare in prima persona alla mobilitazione perché, “come milioni di cittadine e cittadini europei”, è “stufa di sentire impotenza e frustrazione nel vedere in diretta come Israele uccida migliaia di bambini, di medici, di giornalisti, come bombardi ospedali, mentre i governi europei non fanno quello che dovrebbero per fermare il genocidio”.“I nostri governi stanno fallendo e quindi bisogna mobilitarsi per forzarli a reagire”, sostiene Colau, che aveva già provato a imbarcarsi ad aprile dello scorso anno con una missione della Freedom Flotilla Coalition, poi bloccata dopo che la Guinea Bissau aveva ritirato la sua bandiera a due delle navi, secondo gli attivisti dietro pressioni di Israele.“Anche se siamo in ritardo, anche se sono state uccise migliaia di persone innocenti, ci sono ancora tante persone da salvare, e questo secondo me è un messaggio fondamentale: ovvero il pensare che non tutto è perduto“, afferma.L’ex sindaca di Barcellona spera che questa volta la Flotilla, che sarà composta da molte più navi, riesca ad arrivare a Gaza portando medicinali e cibo. “Non sarà così facile bloccarci, ma non sono ingenua: so che Israele, insieme agli Usa, suoi alleati, ha l’esercito e la tecnologia più potenti e cercherà di impedirlo”.La ex sindaca confessa di avere “un po’ di paura” a mettere il suo corpo in una situazione di rischio come questa, visto che “Israele ha dimostrato di non avere limiti”, ma spiega che ciò che le fa ancora più paura è “che si continui a permettere a Israele di fare ciò che sta facendo” a Gaza.Il suo giudizio sui governi europei, incluso quello spagnolo di Pedro Sánchez, è durissimo. Secondo Colau, l’esecutivo iberico è “codardo” nei confronti di Israele. Ammette che ha “fatto qualcosa in più rispetto agli altri governi europei, come ad esempio riconoscere lo Stato della Palestina”, ma questo, dice, “non basta”, anche perché, afferma, “ha aumentato il traffico delle armi con Israele nell’ultimo anno”.La ex sindaca, che durante il suo mandato sospese le relazioni con Israele, chiede ora al governo spagnolo e in generale ai governi europei di fare lo stesso: varare un embargo totale e immediato delle armi e interrompere tutti i rapporti commerciali. Secondo Colau, i governi europei “stanno tutti perdendo credibilità in materia di diritti umani”.Il governo italiano, in particolare, che ha detto di non voler riconoscere ora uno Stato della Palestina, “è dalla parte sbagliata della storia”, sostiene, “perché è al fianco di Israele, uno stato criminale”.“La maggioranza della popolazione europea non si sente veramente rappresentata da questo posizionamento ed è per questo che non solo io, ma migliaia di persone, continuano a manifestare, partecipano alla Flotilla, per dire: ‘non in nostro nome’”, afferma Colau, sottolineando che “la pressione sociale adesso è fondamentale per smuovere i governi codardi“.La ex sindaca, che lo scorso anno ha lasciato la politica istituzionale ma non quella attiva, racconta che nel viaggio che la attende porterà con sé un disegno, fatto dal figlio di otto anni, di una nave che rappresenta la Flotilla con medicine e cibo.“Avevo paura che i miei figli mi dicessero di non partire, per timore che mi accadesse qualcosa, e invece no, non hanno esitato, mi hanno detto: ‘vai mamma, è importante‘”, confida. “I miei figli sanno cosa sta succedendo, a casa ne parliamo”.“Anche questo mi sembra un segno di speranza“, riflette, “educare i nostri bambini alla difesa della vita, dei diritti umani in Palestina e in qualsiasi parte del mondo”.Questo articolo Gaza, Ada Colau pronta a imbarcarsi sulla Global Sumud Flotilla proviene da LaPresse