La Polizia municipale di Monfalcone, sulla cui attività l’ex sindaca Anna Maria Cisint ha costruito parte della sua crociata anti-moschee, si ribella. I vigili urbani che aderiscono al Sindacato Autonomo Polizia Locale del Friuli Venezia Giulia hanno proclamato uno sciopero per il 30 agosto, che non ha precedenti nella regione. Hanno scelto una delle giornate di maggiore attività pubblica, il sabato di fine agosto in cui si tiene lo Sbaracco, un evento nelle strade e nelle piazze che coinvolge 400 espositori, per una svendita a prezzi scontati di fine estate. Senza i vigili si rischia il caos, o perlomeno qualche difficoltà, al punto che la giunta diretta da Luca Fasan sta valutando convenzioni con altri comandi di polizia locale per sopperire alle necessità.Lo sciopero assume una rilevanza particolare in una città che è stato teatro delle dispute e dei divieti contro i musulmani e i loro luoghi di culto e preghiera. I vigili hanno compilato un elenco lunghissimo di lamentele. Si comincia con le pattuglie notturne, che sono composte anche soltanto da neoassunti, privi di esperienza, e carenti di dotazioni di sicurezza, strumenti di autotutela e protezione. Gli agenti chiedono di non essere mandati allo sbando, anche perché in qualche caso una pattuglia composta solo da due unità ha dovuto fronteggiare risse con qualche decina di persone.“In servizio notturno vengono inviate pattuglie anche su interventi a rischio elevato, con persone esagitate, controlli su soggetti aggressivi, divieti di consumo di alcolici – scrivono nel documento che spiega le ragioni dello sciopero – Al personale sono stati rivolti richiami e critiche inopportune, ad esempio sullo svolgimento di attività sanzionatoria considerata ‘sconveniente’ perché, seppur corretta, eseguita in orario notturno, come per i divieti di sosta 0-24 in zona Ztl”.Gli scioperanti parlano di “una gestione approssimativa e negligente, con noncuranza della sicurezza del personale”. Si lamentano di un controllo a distanza del loro operato attraverso l’impianto di videosorveglianza cittadina e di verifiche dell’amministrazione sulle iscrizioni al sindacato. In qualche caso è stato vietato il ritorno in caserma per utilizzare dei servizi igienici. Non propriamente un clima idilliaco. I vigili chiedono anche di essere dotati di armi (ancor prima del taser), altrimenti i servizi notturni, di pronto intervento o di polizia giudiziaria dovrebbero essere sospesi. Chiedono anche giubbotti antiproiettile, antilama e guanti antitaglio.Il clima è surriscaldato anche perché qualche giorno fa un cittadino bengalese, con problemi psichici, aveva dato in escandescenze in piazza. Era stato portato via in ambulanza dopo aver pronunciato frasi ingiuriose nei confronti dell’ex sindaca Cisint. L’intervento della Polizia ha poi portato all’espulsione e al rimpatrio dell’uomo. Cisint, che nell’amministrazione comunale ha la delega alla sicurezza dopo la sua elezione al Parlamento Europeo, non ha gradito la protesta dei vigili.“La libertà di sciopero è un diritto garantito, per cui non precetteremo gli agenti, tuttavia, siamo allibiti in quanto le motivazioni appaiono perlopiù pretestuose, in alcuni casi persino false o talvolta illegittime”. Ha spiegato: “È uno sciopero contro la città e i cittadini monfalconesi. L’organizzazione interna compete alla dirigenza, mentre il sindacato ha deciso di effettuare una prova di forza su questioni che esulano dalle prerogative contrattuali”. Parla addirittura di una “intimidazione che, se accolta, porterebbe a un sovvertimento delle regole e delle competenze nella gestione e organizzazione di una struttura pubblica, che non può essere governata dai desiderata dei singoli dipendenti”. Invita, anzi, i riottosi a cercare un altro lavoro altrove.L'articolo Vigili di Monfalcone in sciopero contro la giunta leghista: “La nostra sicurezza a rischio”. È scontro con l’assessora Cisint proviene da Il Fatto Quotidiano.