C’è attesa al Lido di Venezia per la manifestazione ‘Stop al genocidio – Corteo per la Palestina’ che si terrà sabato 30, a partire dalle 17.00. Il corteo Pro Palestina, organizzato da un comitato che riunisce oltre 200 associazioni insieme ai centri sociali del Nord Est, partirà da piazzale Santa Maria Elisabetta e si muoverà verso i luoghi centrali della Mostra. Per chi arriva da fuori Venezia gli organizzatori hanno previsto anche una motonave, a prezzo popolare, che partirà da Marghera alle 15.00. “Sarà una sorta di pre-corteo acqueo”, dice a LaPresse un portavoce dell’organizzazione. “L’obiettivo è puntare i riflettori sul genocidio in corso a Gaza, una situazione in cui si è superato il limite”, aggiunge lo stesso portavoce ricordando che il 31 agosto partirà da Genova la Global Sumud Flotilla diretta a Gaza e a cui “auguriamo buon vento”. Per l’occasione – sempre secondo quanto appreso da LaPresse – la polizia di Stato ha previsto un servizio d’ordine dedicato con personale di rinforzo. Il tutto seguendo le direttive del questore Gaetano Bonaccorso, dopo la riunione odierna del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica (Cosp). Oltre al già programmato servizio rinforzato per la mostra, già attivo in questi giorni, arriveranno ulteriori unità proprio volte a garantire il corretto svolgimento del corteo. Attesi attori ma non ci sono confermeAlla manifestazione è prevista la presenza anche di alcuni degli artisti che hanno firmato la lettera aperta del comitato Venice4Palestine precedente la Mostra e in cui si chiedeva di “aprire gli occhi” su Gaza e di ritirare l’invito alla mostra ai due attori Gal Gadot e Gerard Butler, la cui presenza al Lido per altro non era nemmeno prevista. La conduttrice della serata inaugurale, l’attrice Emanuela Fanelli, ha annunciato nei giorni scorsi la sua partecipazione, ma al momento non ci sono conferme ufficiali così come non ci sono certezze sulla presenza di altri artisti come l’attrice Jasmine Trinca presente qui al lido e anche lei tra le firmatarie. Ieri da registrare la parziale marcia indietro di Carlo Verdone, che in una intervista al Corriere ha detto di essere “stato tirato un po’ in mezzo”. “Mi ha chiamato la figlia di Ettore Scola chiedendomi di firmare un appello contro quello che sta accadendo a Gaza, che va condannato in tutti i modi: ma solo dopo i promotori hanno aggiunto quei due nomi. Gli attori non devono diventare il tribunale dell’Inquisizione. Io sull’esclusione degli artisti non ci sto, non è gente che tira bombe”, ha detto ancora il regista romano. “Un festival è un tavolo di confronto, di tolleranza e di libertà. Questo invece significa censurare. Poi certo non si possono chiudere gli occhi su ciò che sta accadendo a Gaza. So che Toni Servillo, anche lui tra i firmatari, si è ravveduto, e sul Corriere è perplesso, coi sui toni pacati e riflessivi, anche Roberto Andò, che non aveva firmato”, ha aggiunto. Sicuramente sarà presente il comitato Venice4Palestine, che ha anche annunciato il 31 agosto un incontro a qui interverrà tra gli altri Eyal Sivan, regista, produttore, scrittore, israeliano antisionista, attivista, tra i coordinatori della rete BDS Francia e PACBI (in collegamento) e Jacopo Crovella, attore e attivista di BDS Italia e Artists for Palestina (in presenza). E proprio sulla questione del così detto ‘boicottaggio’ nei confronti dei due attori, V4P ha ribadito che “si tratta di nominare le cose per quello che sono. E a questo proposito è singolare che si parli di censura rispetto alle richieste avanzate, mentre in molte parti d’Europa il potere dei governi impedisce di scendere in piazza con i simboli della Palestina. Censura sarebbe stato piuttosto reclamare l’esclusione di un film dal festival, cosa che V4P non ha mai fatto”, si legge in un comunicato. V4P “ha espresso l’inaccettabilità che in un momento come questo la Mostra desse la possibilità di sfilare sotto i flash dei fotografi a qualsiasi artista abbia dato supporto al genocidio, mentre a Gaza gli unici flash che brillano sono quelli delle bombe che esplodono su ospedali, delle armi di precisione dei cecchini che prendono di mira bambini inermi”. “Non si tratta dunque di censura, ma di boicottaggio culturale, cioè una delle forme storiche di protesta non violenta e di resistenza contro l’abuso perpetrato da un potere schiacciante e crudele”, conclude il comitato.Questo articolo Mostra Cinema Venezia 2025, Lido blindato per corteo Pro Pal proviene da LaPresse