La Regina e la Brexit, un libro rivela il sostegno di Elisabetta all'Ue

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AGI - La defunta Regina Elisabetta II sarebbe stata contraria alla Brexit. È quanto emerge da nuovo libro, Power and the Palace di Valentine Low. Secondo quanto scritto nel libro, la monarca britannica avrebbe espresso chiaramente il suo favore per il mantenimento del Regno Unito nell’Unione Europea, ritenendo che fosse preferibile “restare con il male conosciuto” piuttosto che affrontare l’incertezza della separazione da Bruxelles. L’aneddoto è stato riportato dal Times che descrive una conversazione che la Regina avrebbe avuto con un ministro di alto rango tre mesi prima del referendum sulla Brexit nel 2016.Da quel che riporta il Times, nonostante la sua natura di capo di Stato sopra le parti politiche, Elisabetta II avrebbe dunque apertamente dichiarato di essere contraria all’uscita dall’Europa. “È meglio restare con il male che conosciamo”, avrebbe detto, riflettendo probabilmente sulla stabilità che l’Unione Europea rappresentava. Nonostante, questo, però dalle parole che la Regina avrebbe pronunciato, se ne deduce che la permanenza in Europa per lei rappresentava il “male minore” in quanto era consapevole anche delle sue criticità.La defunta Regina non si è mai pubblicata espressa sulla Brexit, ma dal libro emergono dettagli che riportano la sua percezione. Se da un lato Elisabetta II era convinta che la cooperazione europea fosse fondamentale per la pace e la stabilità post-belliche, dall’altro lato non poteva fare a meno di criticare la burocrazia dell’UE, che definiva “ridicola”.In un’occasione, mentre leggeva i giornali, si narra che avesse commentato ad alta voce: “Questo è ridicolo”. La posizione di Elisabetta II  sulla Brexit non è stata sempre chiara per tutti. Nel 2011, il Sun aveva pubblicato una notizia che suggeriva che fosse favorevole alla Brexit, riportando una presunta conversazione durante un pranzo con il vice primo ministro Nick Clegg. Notizia che fu immediatamente smentita da Clegg. Palazzo Reale scelse di non commentare ufficialmente in quell’occasione. Ma secondo Low, il silenzio di Buckingham Palace era stato un modo per evitare di fare luce sulla posizione della regina che doveva rimanere  politicamente neutrale, pur avendo opinioni personali che non potevano essere espresse pubblicamente.