Notti al museo per bambini, da Pordenone a Napoli: dormire tra le opere d’arte per avvicinare i piccoli all’arte

Wait 5 sec.

Una Notte al Museo, va di moda. E sembra riscuotere il gradimento del pubblico. In particolare delle bambine e dei bambini ai quali l’evento è frequentemente rivolto. Nella gran parte dei casi, in presenza di un accompagnatore adulto. Con l’idea della condivisione. Si può scegliere, insomma.Per l’ultimo fine settimana di agosto a proporre la Nanna al Museo provvede il Museo Civico d’Arte di Palazzo Ricchieri, a Pordenone. Un’esperienza interattiva e divertente, dal costo di 20 euro, rivolta a bambine e bambini dai 6 ai 10 anni, accompagnati. “I partecipanti si trasformeranno in piccoli esploratori notturni e proveranno la suggestione di “vivere” il museo di notte dormendo tra le opere d’arte!”, si spiega sul portale del Comune. Si potrà dormire all’interno della sala Casarini al primo piano di Palazzo Ricchieri ed eventualmente nella sala attigua. “Un’esperienza che unisce scoperta dell’arte, gioco e divertimento in un contesto davvero unico”, sostiene l’assessore alla Cultura Alberto Parigi. “Con iniziative come questa continuiamo a trasformare i nostri Musei in spazi dinamici e accoglienti, scardinando l’idea di Museo come un luogo che può mettere in soggezione i visitatori allontanando il pubblico dall’arte”.L’idea di distendersi e guardare pareti e soffitto affrescati da artisti del passato, oppure tra giganteschi T-Rex e crani di animali scomparsi, magari osservando degli squali in un acquario, è un richiamo irresistibile, evidentemente. Anche per questo le occasioni offerte sono in aumento. Con tipologie molto diverse tra loro. Non soltanto relativamente alle attività proposte. Ma anche all’ingresso, nella gran parte dei casi a pagamento. Con prezzi variabili che raggiungono i 95 euro all’Aquario di Genova.“Vivi l’emozione di trascorrere un’intera notte tra avventure e spettacoli scientifici per poi addormentarti tra orsi, leoni, dinosauri e balene”, si spiega sul portale MUSE di Trento, presentando l’evento Nanna al Museo. Che va avanti dal 2013 con un numero di sei appuntamenti all’anno, ai quali vanno aggiunti quelli delle sedi Territoriali, come il Museo delle Palafitte del Lago di Ledro e il Museo Geologico delle Dolomiti di Predazzo. Nel periodo pre-covid si accoglievano fino a 220 persone a notte, mentre ora circa 150. Metà bambine e bambini dai 4 ai 12 anni, metà adulti accompagnatori. Il costo risulta diversificato, oscillando tra i 55 euro della opzione Nanna last minute e i 50 della Nanna base. La differenza è nella possibilità di spostare all’ultimo momento oppure con sette giorni di preavviso la partecipazione. “Le Nanne al MUSE registrano il sold out molto in fretta, al punto che si forma sempre anche una lista d’attesa”, dice a ilfattoquotidiano.it Tommaso Gasperotti dell’Ufficio stampa MUSE.Anche alla Città della Scienza a Napoli esiste l’evento. A cadenza bimestrale, spesso in concomitanza con festività, periodi di vacanza scolastica e durante i campi estivi. Ogni serata vede la partecipazione di circa 50-60 bambini dai 5 agli 11 anni. Con un costo di 60 euro. Le attività integrano momenti di esplorazione scientifica, giochi a tema e l’ascolto dei suoni della natura notturna nei giardini museali. I bambini trascorrono la notte nel planetario, dormendo sotto la cupola stellata. “In un viaggio tra natura, scienza e fantasia”, spiega il portale di Città della Scienza. “L’obiettivo è coinvolgere principalmente famiglie di prossimità, anche se vi sono stati casi di partecipanti provenienti da altre regioni”, spiega a ilfattoquotidiano.it l’ufficio stampa Fondazione Idis-Città della Scienza. “Questa esperienza contribuisce a fidelizzare un pubblico locale, rafforzando il rapporto tra museo e territorio”.Il Museum M9 di Mestre dal 2021 ha dato forma all’iniziativa Una notte al Museo, organizzata in quattro appuntamenti ogni anno, ciascuno con sue specificità: Epifania, carnevale, giugno alla chiusura delle scuole e Halloween. Spazio a un massimo di 45 bambini. Con attività negli spazi espositivi della permanente o in quelli delle temporanee. Invece, la notte negli spazi della permanente.“La grande maggioranza delle edizioni è sempre andata sold out. Da quando è nata, l’iniziativa ha portato al museo circa 800 bambini”, spiega a ilfattoquotidiano.it l’ufficio stampa del Museo. “Visto il successo dell’iniziativa, inoltre, a partire da quest’anno scolastico il format sarà disponibile anche per le intere classi scolastiche”.Gratuità assicurata, fino al raggiungimento dei 40 posti prestabiliti, metà dei quali per bambine e bambini dai 6 ai 12 anni, metà per gli accompagnatori adulti, a Palazzo Vecchio, a Firenze. Dove l’evento Sogni d’oro tra soffitti d’oro si svolge dal 2017, in occasione del Festival Firenze dei bambini, a maggio e poi a giugno. Prima della notte attività tra le sale del Museo, solitamente il gioco del Biribissi, ispirato a un antico gioco seicentesco e poi tutti a guardarsi intorno nel Salone dei Cinquecento. In alto il cassettonato con le pitture incorniciate da intagli dorati e lungo le pareti i dipinti del Vasari e una serie di statue su alti piedistalli tra le quali il Genio della Vittoria di Michelangelo. “La prenotazione va fatta su una piattaforma che vede puntualmente i posti esaurirsi in meno di un minuto”, spiega a ilfattoquotidiano.it l’Ufficio stampa MUS.E. ”i bambini sono sempre felici di parteciparvi”.La Notte al Museo è una realtà composita nella quale trovano spazio, anche se con obiettivi differenti i casi del Fiermonte Museum di Lecce. Un Museo Hotel. “Un museo immersivo e un viaggio caleidoscopico nell’arte del XX secolo, attraverso le opere della Collezione privata della Famiglia Fiermonte”, ma anche “quattro suites tematiche, dedicate alla pittura, scultura, musica e cinema”. Ma anche il Museo Grillo Camere d’arte, ad Are Po, nel pavese. Il primo museo monografico in Italia inteso anche come struttura ricettiva, con due suite.(Photo courtesy: Fondazione MUS.E)L'articolo Notti al museo per bambini, da Pordenone a Napoli: dormire tra le opere d’arte per avvicinare i piccoli all’arte proviene da Il Fatto Quotidiano.