“La Signorina Silvani? È la mia gioia e la mia noia”. È una Anna Mazzamauro senza freni, tra ironia, sarcasmo e malinconia, quella che si racconta in una lunga intervista al Corriere della Sera. Fantozzi, il rapporto con Paolo Villaggio – che in tv disse di averla scelta “come si sceglie un cesso” -, la rivalità con Milena Vukotic e poi ancora l’amore per il teatro e il colpo di scena inaspettato: un provino per un film con Al Pacino, nel quale dovrebbe interpretare una mamma calabrese. Ottantasette anni e l’energia di una ragazza che vuole mordere la vita.ANNA MAZZAMAURO E L’AMICIZIA MAI NATA CON PAOLO VILLAGGIOÈ una gabbia il personaggio della Signorina Silvani e lo dice senza mezzi termini Anna Mazzamauro, tanto da ammette che, se solo potesse, la strozzerebbe. E pensare che il primo provino lo fece per interpretare il ruolo della Pina: “Non sapevo che stavano cercando una ‘cessa’, così mi vestii di rosso, abito attillato”, ricorda. Così, dopo il colloquio, Paolo Villaggio suggerì al regista Luciano Salce di trasformarla nella Silvani: “‘Questa qui è piena di difetti, ma li porta sui tacchi’. E mi presero come oggetto del desiderio fantozziano. Una che sa essere santa e demonia al tempo stesso, una donna tragica e per questo comica”. Un bivio che le ha cambiato per sempre la vita e la carriera, incollandole addosso un personaggio che la “perseguita” da cinquant’anni. Ma che rapporto avevano lei e Villaggio? Mai stati amici, nonostante sei film girati assieme: “E forse proprio per questo ci siamo stimati a vicenda”. Poi ammette di aver provato a legare di più con lui, il quale però fu irremovibile: “Un giorno venne nella mia roulotte per ripassare la parte e io azzardai: ‘Paolo, ma perché io e te non ci vediamo mai al di fuori del set?’. E lui rispose: ‘Perché io frequento solo gente ricca e famosa’. Certo, penso che sia stata una delle sue tante provocazioni, ma mica poi tanto”.QUELLA VOLTA CHE LE DIEDE DEL CESSO IN DIRETTA DALLA D’URSOLa Mazzamauro ammette di avere il rimpianto di non avergli detto tante cose (“belle e brutte”), poi ricorda un episodio agrodolce accaduto in diretta tv, quando le fece un complimento inaspettato. “Andammo in tv insieme. Davanti alle telecamere fu durissimo. Quando la conduttrice, Barbara D’Urso, gli chiese come mi aveva scelta, lui rispose: ‘Come si sceglie un cesso’. Io allora ribattei, altrettanto cattiva: ‘Ma con quel cesso hai guadagnato molto’. Poi, però, quando uscimmo dallo studio televisivo si avvicinò, mi guardò con tenerezza e mi disse: ‘Anna, sei bellissima’”.LA RIVALITÀ CON MILENA VUKOTICL’altro personaggio leggendario della saga cinematografica è la signora Fantozzi, la Pina, che nell’immaginario collettivo è ovviamente la strepitosa Milena Vukotic. La Mazzamauro però la vede diversamente: “Senza nulla togliere a Milena per me la vera signora Fantozzi è stata la prima, Liù Bosisio. Lei, opportunamente truccata, non era solo brutta ma era anche triste, deprimente”, spiega l’attrice, specificando che la Vukotic era carina, dolce, gentile. E che in scena lei si chiedeva “Ma perché questo poveraccio dovrebbe innamorarsi di me quando ha lei in casa?”. A domanda diretta sul loro legame, confessa che non sono mai diventate amiche: “No, anche perché in scena eravamo rivali. E non scherzo quando dico che noi attori veri crediamo ai personaggi che interpretiamo”. Poi rivela che si sono parlate per la prima volta solo poco tempo fa, quando si ritrovarono in una trasmissione tv: “Prima non ci eravamo rivolte mai la parola. E non perché ci fossero attriti, anzi. È che il cinema ti illude. Ti fa credere che quella sia la vita vera e così trascorri anni e anni sul set con qualcuno senza mai conoscerlo davvero. Che tristezza. Che bellezza”.LA STOCCATA A LINO BANFI, IL NO ALLA ARCHIBUGI, IL PROVINO CON AL PACINOProprio perché oltre la Silvani c’è di più, la Mazzamauro parla del grande amore per il teatro (“Per la mia bara dovranno usare le tavole di legno del palcoscenico”), il successo con Cyrano de Bergerac, il nuovo spettacolo che porterà in scena. E poi c’è la tv, che ha fatto con successo negli anni ’70, accanto a Lino Banfi: “Eravamo una coppia che, parole della regista, doveva ‘aver letto qualche libro ma poi se lo doveva dimenticare’. Bene, ma oggi quando parla della sua carriera Lino parla sempre e solo della Fenech. Capisco che la Fenech sia bella, ma ci sono stata anche io”. Il cinema invece l’ha sempre snobbata perché, spiega, dopo la Silvani “nessun regista ha avuto il coraggio di osare e di scardinare questa gabbia”. Ci ha provato solo Francesca Archibugi proponendole un ruolo che però ha rifiutato perché aveva solo tre battute: “Dovevo interpretare una monaca anziana e gobba, ma ho detto di no”. La Mazzamauro ha invece fatto colpo su Al Pacino, che ha scelto una sua foto per uno dei suoi film in lavorazione: “E le dirò di più, ho fatto anche il secondo provino. Vi dico solo che faccio la parte di una mamma calabrese in cucina. Vediamo come andrà a finire, di più non posso dire”.L'articolo “Paolo Villaggio? Barbara D’Urso gli chiese come mi avesse scelta e lui rispose ‘come si sceglie un cesso’, poi quando uscimmo dallo studio fu tenero”: parla Anna Mazzamauro proviene da Il Fatto Quotidiano.