Kim Kardashian: “Ho la possibilità di cambiare le cose e voglio farlo, a cominciare dal sistema carcerario. Ora penso ai fratelli Menendez”

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Per la serie “oltre il glamour e i social c’è di più”, Kim Kardashian punta a mostrare un altro lato di sé: non solo imprenditrice multimilionaria, regina del gossip e star di Instagram ma anche – e sempre di più – attivista politica. Proprio per il suo impegno a favore della riforma della giustizia penale americana e la lotta contro il carcere ingiusto, è stata una delle premiate a Venezia ai Diane von Furstenberg Awards, i premi che l’iconica stilista assegna da sedici anni alle donne straordinarie che lottano per un obiettivo, che ispirano con la loro leadership o che sopravvivono a situazioni drammatiche.KIM KARDASHIAN PREMIATA PER LA LOTTA CONTRO IL CARCERE INGIUSTOLaureata in legge da pochi mesi – “Ho sempre pensato che questo fosse solo il mestiere di papà”, ha detto a margine del premio riferendosi a Robert Kardashian, celebre avvocato che difese tra gli altri O.J. Simpson -, da sette anni è impegnata a sostenere una riforma del sistema giudiziario penale. Ha promosso cambiamenti legislativi come il First Step Act, ha chiesto la grazia per decine di persone incarcerate ingiustamente e l’ha ottenuta. La prima volta ha aiutato una donna a uscire di prigione, Alice Marie Johnson, ma il caso più celebre è quello di Chris Young, giovane del Tennessee condannato a due ergastoli per spaccio di droga a cui Donald Trump concesse la grazia l’ultimo giorno del suo primo mandato. “Prima di allora, il concetto di giustizia non aveva nessun significato per me. Sono stata ingenua riguardo al nostro sistema giudiziario, non sapevo come funzionasse, oggi voglio comprendere come cambiare le politiche a riguardo”, ammette al Corriere della Sera.LA PRIMA VOLTA ALLA CASA BIANCA, I PREGIUDIZI E IL LOOKIl lato glam e quello dell’attivismo più impegnato secondo Kim Kardashian possono convivere e un aneddoto sul suo primo incontro con Trump nello Studio Ovale, spiega bene il suo atteggiamento: “La prima volta che sono andata alla Casa Bianca, mi sono chiesta: ‘Ora devo vestirmi in modo diverso? Postare cose diverse?’. La risposta è: assolutamente no”. La super influencer vuole che i suoi follower vedano il lavoro che fa, si relazionino anche ai temi che non sono legati all’attivismo e poi magari si incuriosiscano. “Devi solo essere te stessa e lottare per ciò in cui credi. Si sente quando qualcosa è autentico”, osserva. “Prima non capivo che avrei potuto usare la mia voce nel modo in cui ho fatto poi. Ma una volta che realizzi che hai la possibilità di cambiare le cose, ti viene voglia di farti sentire. Penso che ci siano diverse persone chiamate a farlo”.DAL CASO DI CHRIS YOUNG A QUELLO DEI FRATELLI MENENDEZDal palco dei Diane von Furstenberg Awards la Kardashian annuncia che continuerà ad impegnarsi nella sua missione, quella di cambiare il sistema giudiziario americano e soprattutto di “ridare speranza e offrire a queste persone una possibilità concreta di vita e un’opportunità di redenzione dopo il carcere”. Come ha fatto con Chris Young, che l’ha premiata sul palco del Teatro Goldoni: “È una parte importante del mio cammino, per lui ho lottato e sono entrata per la seconda volta alla Casa Bianca per chiedere la grazia. Chris è un giovane che per anni ho cercato di far uscire dalla prigione collaborando con varie amministrazioni”. E come farà, forse, anche per i fratelli Menendez, che uccisero entrambi i genitori (spiegando di essere stati abusati sessualmente per anni dal padre) e il cui caso è stato riaperto anche sull’onda della spinta mediatica della serie tv Netflix. “Lo vorrei davvero. Ma loro sono in una prigione statale, quindi la decisione spetta al governatore. Busserei la porta di qualsiasi amministrazione per combattere per i diritti delle persone in cui credo. Se fosse un caso federale, chiederei di aiutarli”, conferma la Kardashian.L'articolo Kim Kardashian: “Ho la possibilità di cambiare le cose e voglio farlo, a cominciare dal sistema carcerario. Ora penso ai fratelli Menendez” proviene da Il Fatto Quotidiano.