Manifestazione davanti alla sede Rai di Milano, in corso Sempione, per chiedere il cessate il fuoco a Gaza e sollecitare i media italiani a raccontare la guerra e a parlare dei tanti cronisti uccisi sulla Striscia. “Oggi siamo passati davanti alla Rai per ricordare, o per fare ricordare alla stampa, che i giornalisti morti a Gaza sono i loro colleghi e nessuno ha fatto una mossa. Questa è una vergogna”, ha dichiarato Khader Tamimi, esponente dell’Associazione palestinesi in Lombardia, durante il corteo. Alla domanda se la guerra sia raccontata male nonostante il numero elevato di vittime tra i giornalisti, Tamimi ha risposto: “Israele non teme i missili, non teme i carri armati, teme veramente le notizie, teme veramente le informazioni. Allora per questo motivo Israele continua a uccidere, non solo hanno ucciso i giornalisti, hanno ucciso anche i professori, hanno ucciso anche persone intellettuali, scrittori palestinesi. Io ero uno di quelli che dovevano essere uccisi nel 1985: ero già nella lista nera, dovevo saltare in aria. Io odio la guerra, odio le armi, non ho mai tenuto in mano nessun fucile. Solo parlo, solo spiego la mia causa che è quella per loro che non va bene”, ha concluso.Questo articolo Milano, corteo davanti a sede Rai per i giornalisti uccisi a Gaza proviene da LaPresse