Forum porno con foto rubate,il Garante della privacy invita a denunciare. E le vittime raccontano: “Phica chiedeva fino a 1000 euro per rimuovere gli scatti”

Wait 5 sec.

Episodi come quelli di Phica.eu o del gruppo Facebook Mia Moglie vanno denunciati sempre perché si tratta di “fatti gravissimi” contro i quali il Garante della Privacy può muoversi anche d’ufficio. Lo ha spiegato Ginevra Cerrina Ferroni, vicepresidente dell’organismo che, come ricorda, “ha poteri di intervento immediati.” a difesa della “dignità delle persone”. Accanto al Garante la Commissione sui femminicidi, che sul tema avvierà un’inchiesta, come spiegato dalla presidente Martina Semenzato, che ha fissato per il prossimo 9 settembre l’ufficio di Presidenza, incaricato di “stilare la lista di audizioni che coinvolgeranno Polizia Postale, gestori, aziende, piattaforme ma anche le donne e gli uomini implicati nelle vicende”. Secondo Semenzato la Commissione “È la sede più competente ad affrontare velocemente e seriamente la questione”.Le indagini – Man mano che si indaga, intanto, il pozzo di Phica.eu si fa sempre più profondo: da quanto si apprende sarebbe stato possibile anche accedere a “stanze private“, dove gli utenti potevano scambiarsi file intimi. Secondo le prime ricostruzioni, il proprietario del sito è un italiano, benché connesso a una società bulgara. Per la vicepresidente del Garante sono vari i profili di responsabilità giuridica in gioco, da “quella dei gestori delle piattaforme che ‘ospitano’ fattispecie di reato che interessano anche la privacy” a quelle di chi “carica questi documenti, foto, video” fino a quella relativa alla “miriade di commenti sessisti e violenti che si accumulano sotto questi post, in molti casi esempi di diffamazione aggravata”. Un insieme di reati contro i quali servono “azioni su più fronti“, conclude Ginevra Cerrina Ferroni, e contro le quali “il Garante è in prima linea grazie ai poteri che gli attribuiscono il Regolamento europeo e il Codice Privacy”.I soldi richiesti per rimuovere le immagini –“Se vuoi eliminare le tue cose da Phica e vuoi evitare i thread su di te devi pagare 250 euro al mese”. Lo racconta a Fanpage una showgirl. Le donne che si sono rivolte al sito per chiedere l’eliminazione delle immagini che le riguardavano si sono viste chiedere denaro. Da 250 a 1000 euro al mese, in bitcoin o su PayPal. Formula “Amici e parenti”, o al prezzo si sarebbe aggiunto un extra. Quelle della donna erano foto scattate di nascosto da un fotografo durante uno shooting, mentre la donna si cambiava. “C’era un utente che diceva di vendere quelle foto e chiedeva di essere pagato tramite postepay. Vedendo a chi era intestata la carta ho avuto la certezza che dietro ci fosse quel fotografo. L’ho denunciato“, ha raccontato, ma non è stato sufficiente. Foto – in alcuni casi deep fake – e commenti sono tornati sul sito, e quando ha chiesto di rimuoverli le è stato detto che avrebbe dovuto pagare. E lei ha pagato.”Stavo diventando matta, era un’ossessione per me. Scrivevano di quelle cattiverie. Minacce, robe allucinanti e inventate, accostate a immagini non mie di nudo totale. E ogni giorno ne uscivano altre. È stato tremendo.” ha spiegato “Vedevo una situazione che secondo me non era legale, ma non riuscivo a bloccarla”. Una storia simile la riporta anche Repubblica. “C’erano diversi prezzi”, racconta una ragazza. “Il pacchetto base costava 250 euro al mese, il premium 500 e l’unlimited 1.000 euro, sempre al mese”. Differenze di prezzo che portavano a diversi risultati. “Con quello più economico il mio nome sarebbe finito in una sorta di blacklist e mi assicuravano di cancellare i thread a mio nome. Con il più caro offrivano anche la richiesta di diritto all’oblio dai motori di ricerca o l’aiuto per eventuali denunce.” E poi “pagando 30 euro l’ora si poteva avere una ricerca completa di tutti i materiali da eliminare”.La denuncia di Amleta nel 2021 – Ma quello che avveniva su Phica.net non è un’eccezione. Uno dei tanti precedenti recente risale al 2021, quando un gruppo di attrici di Amleta, collettivo che denuncia abusi e discriminazioni sul palcoscenico, presentò una denuncia. Si trattava della diffusione di alcuni spezzoni di spettacoli con nudi scenici, rubati da un sito di promozione di rappresentazioni teatrali e diffusi su siti dediti al materiale pornografico “con le stesse modalità di commento che vediamo oggi. Si leggevano volgarità, insulti e inviti allo stupro virtuale” racconta la presidente Cinzia Spanò. Quell’episodio, però, finì in un nulla di fatto. Togliere le immagini era difficile, risalire ai responsabili quasi impossibile. Oltre alle poche denunce, dolorose da presentare per le vittime, per paura o per la mancanza di informazione, che può portare le donne a minimizzare gli episodi. Dopo gli ultimi fatti, però, Amleta potrebbe agire contro Aznude.com, sito che raccoglie – senza contesto e suddivisi anche per nazionalità – spezzoni di film in cui le attrici appaiono nude, anche in scene sessuali.L'articolo Forum porno con foto rubate,il Garante della privacy invita a denunciare. E le vittime raccontano: “Phica chiedeva fino a 1000 euro per rimuovere gli scatti” proviene da Il Fatto Quotidiano.