AGI - Imbrogliare a scacchi nascondendo un cellulare in un bagno, attaccandolo a un water. Questa era stata l’accusa mossa contro Kirill Shevchenko, 22 anni, nato in Ucraina ma da qualche anno sotto bandiera rumena. L'ormai ex grande maestro di Kiev era stato espulso dal Campionato spagnolo a squadre a Melilla, enclave spagnola in Africa, l'anno scorso, dopo le prove indiziarie raccolte nei suoi confronti.Il caso aveva destato clamore: il giocatore, allora numero 69 del mondo, era stato notato dal suo avversario, il GM Francisco Vallejo Pons, per le continue assenze dalla scacchiera durante il match, con frequenti tappe verso i bagni, situati in una sala adiacente a quella di gioco. Alla fine di quella partita, gli arbitri avevano trovato un cellulare nascosto e fissato a un water, in uno dei cubicoli. Ritennero con “una certa dose di sicurezza” che appartenesse proprio a Shevchenko. Il capo arbitro del torneo, Oscar Bruno de Prado Rodriguez, comunicò la squalifica per “utilizzo di dispositivi elettronici durante lo svolgimento delle partite”. Shevchenko, diventato GM a 15 anni, è considerato uno dei talenti emergenti del panorama europeo. Oggi la vicenda ha avuto un epilogo. La Commissione Etica e Disciplinare della FIDE (EDC), nella sua Camera d’Appello, ha emesso la decisione definitiva. Il collegio, guidato dalla presidente Yolander Persaud, ha respinto il ricorso di Shevchenko e accolto quello della Commissione Fair Play della FIDE, inasprendo le sanzioni decise in primo grado. Il verdetto: tre anni di squalifica da tutte le competizioni FIDE, di cui uno sospeso, e revoca del titolo di Grande Maestro, con effetto immediato. La squalifica sarà in vigore dal 19 ottobre 2024 al 18 ottobre 2026; la parte sospesa resterà in osservazione fino al 2027."La FIDE prende i casi di cheating tra i top player con la massima serietà - ha dichiarato Dana Reizniece, vicepresidente del Board di gestione -. Stiamo lavorando duramente sia sulla prevenzione sia sull’applicazione di sanzioni rapide e adeguate. Garantire il fair play non è negoziabile: è essenziale per la credibilità e il futuro del nostro sport”.