YouTube blocca NVIDIA per colpa di La7: il paradosso del copyright

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Il video ufficiale con cui NVIDIA ha presentato il nuovo DLSS 5, la tecnologia di upscaling di prossima generazione, è sparito da YouTube per alcune ore. Non per una scelta dell'azienda californiana, né per contenuti discutibili, ma per una rivendicazione di copyright partita da La7.L'episodio mette in luce quanto il sistema di controllo automatico dei contenuti di YouTube possa diventare paradossale: un video creato, finanziato e pubblicato da NVIDIA è stato bloccato perché una emittente televisiva italiana ne aveva usato alcune immagini in un proprio servizio. Il filmato di presentazione del DLSS 5 era diventato in poche ore il riferimento per chiunque volesse mostrare la nuova tecnologia: media, youtuber e creatori di contenuti hanno usato estratti di quel video per spiegare novità e potenzialità.A un certo punto, però, il video originale è risultato non più disponibile. La rimozione non è arrivata da NVIDIA, ma da un blocco automatico di YouTube in seguito a un reclamo di copyright attribuito a La7, l'emittente del gruppo Cairo Communication.Il dettaglio curioso è che La7 non ha avviato una campagna per far sparire il video di NVIDIA: il blocco nasce da un processo automatico, non da una richiesta manuale della redazione o dell'editore. Per capire cosa è successo occorre guardare al funzionamento del Content ID, il sistema di riconoscimento automatico dei contenuti protetti di YouTube. La piattaforma confronta i video caricati con un enorme archivio di impronte digitali audiovisive registrate dai presunti titolari dei diritti.Quando un canale considerato detentore di diritti – come una rete televisiva – carica un contenuto, il sistema associa a quel video un set di impronte. Se in seguito trova sequenze identiche in altri filmati, può far scattare automaticamente un reclamo o un blocco.Nel caso specifico, La7 ha probabilmente usato alcune immagini della presentazione di NVIDIA in un notiziario o in un servizio. Una volta caricato quel segmento su YouTube, il Content ID ha riconosciuto le stesse scene nel video originale di NVIDIA e in molti altri video che le avevano riutilizzate.Il sistema a questo punto ha trattato La7 come fonte "legittima" e ha inviato un copyright strike anche al video ufficiale, che è stato bloccato meccanicamente senza alcuna verifica su chi fosse il vero creatore del materiale.Questo meccanismo è automatico, programmatico e non tiene conto del flusso reale dei contenuti: basta che una TV inserisca in un servizio un pezzo di video preso da YouTube perché, una volta online, rischi di diventare il grimaldello per far bloccare lo stesso contenuto da cui aveva attinto.È anche vero che La7, come tutti i creator su YouTube, avrebbero lo strumento necessario per escludere alcune porzioni dei contenuti dall'associazione automatica dei diritti d'autore. A quanto pare però La7 non ha usato questa possibilità. Il Content ID nasce per proteggere i titolari di diritti dalle violazioni di massa, ma l'architettura del sistema crea una asimmetria evidente. Chi riesce a registrare le proprie impronte digitali nel database – in particolare le emittenti televisive, che lo fanno per interi palinsesti – ottiene di fatto un potere di censura involontario.Non serve alcuna intenzione malevola: basta un servizio montato con clip prese da YouTube perché il sistema possa innescare rimozioni a catena, colpendo anche il video originale e i contenuti che lo commentano o lo analizzano.Nel caso specifico per fortuna La7 ha ritirato la richiesta di rivendicazione e tutto è finito per il meglio. Ma l'episodio rimostra ancora una volta che per quanto riguarda il diritto d'autore sulle piattaforme c'è ancora molto da fare.L'articolo YouTube blocca NVIDIA per colpa di La7: il paradosso del copyright sembra essere il primo su Smartworld.