Venerdì 10 aprile al Teatro della fiaba e della poesia di Montalto delle Marche appuntamento con Mio padre è Sylvester Stallone di Compagnia A.D.D.A. con la drammaturgia di Leonardo Ceccanti, interpretazione di Davide Niccolini, regia di Matteo Ceccantini, spettacolo finalista al Premio Scenario 2025 potente e sorprendente che trasforma una vita straordinaria in un’epica da palcoscenico, tra povertà e assenze della figura paterna.La stagione teatrale – realizzata dal Comune e dall’AMAT, con il contributo di Regione Marche e MiC – rientra nell’ambito del progetto Metroborgo MontaltoLab. Presidato di Civiltà Future, di cui AMAT è partner, e che vede Montalto delle Marche selezionato come borgo pilota della Regione Marche (“Attrattività dei Borghi” del MiC – linea di azione A del PNRR). Montalto delle Marche è quindi protagonista di un piano di rigenerazione che sta portando nell’area una radicale trasformazione urbana, sociale, culturale ed economica.Oltre al cartellone in abbonamento il progetto inaugura quest’anno una importante sezione denominata Residenze Multidisciplinari Metroborgo Montalto Lab – di cui Mio padre è Sylvester Stallone è la seconda tappa – che prevede oltre agli spettacoli un percorso laboratoriale delle compagnie in residenza con i cittadini di Montalto. La Compagnia A.D.D.A. incontrerà i cittadini di Montaldo delle Marche per un percorso di ricerca sulle “mitografie dei padri” che prevede una restituzione pubblica a teatro il 12 aprile. Mio padre è Sylvester Stallone è così descritto nelle note della compagnia: “Riccardo nasce a Livorno, fine anni ’50. Incontra il padre in manicomio, a 6 anni, che delirando gli urla: «Tu non esisti!». Riccardo cresce povero tra lavoretti e risse. A 14 anni entra per caso in una palestra e scopre la lotta libera. Riccardo può esistere e sfidare la maledizione paterna. Trova un secondo padre, il suo allenatore. Si allena e vince gare cittadine, tornei regionali, nazionali, europei e mondiali. A 22 anni arriva settimo alle Olimpiadi di Mosca del 1980. Poteva fare meglio ma le Olimpiadi di Los Angeles del 1984 saranno sue.In ogni film ad ogni ascesa corrisponde una caduta. Un grave incidente e Riccardo cade in coma. Al risveglio non ha più nulla. Il suo corpo è inadatto alla lotta. Niente più Olimpiadi, carriera finita. Riccardo non esiste più ma riesce a riprendere in mano la trama della sua vita: i suoi tentativi di esistenza superano le logiche narrative. Le sue gambe non reggono ma le braccia sì. La rinascita è il braccio di ferro.Questa storia non è un film. Se lo fosse sarebbe “tratto da una storia vera”. Ci sono le prove: filmati, foto, referti medici e il figlio a raccontare l’esistenza paterna”.Biglietti e informazioni biglietteria del teatro 338 2294521 (solo messaggi e chiamate WhatsApp), due giorni precedenti lo spettacolo dalle ore 18 alle ore 20, il giorno di spettacolo da due ore prima dell’inizio previsto alle ore 21.15.