“Ha ucciso e torturato gatti”, il medico indagato torna a lavoro ma l’Asl lo metto in congedo forzato

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Un anestesista dell’ospedale Perrino di Brindisi, indagato per presunti maltrattamenti e uccisioni di gatti, è rientrato in servizio dopo un periodo di congedo ordinario. La direzione generale della Asl ha però disposto il suo immediato allontanamento dal reparto, incaricando il direttore di Anestesia e Rianimazione, di rimetterlo in congedo forzato. La notizia, riportata dall’edizione di Lecce del Corriere della Sera, parla di un clima di ostilità e tensione nei confronti del medico.Alla base della decisione vi sono sia la gravità delle accuse e delle indagini in corso, sia il malcontento per il fatto che il medico fosse tornato a lavorare usufruendo di prestazioni aggiuntive retribuite, nonostante disponesse ancora di ferie non godute. L’indagato è stato bersaglio di critiche da parte di associazioni animaliste e di forti reazioni sui social. Le indagini ipotizzano la morte di almeno tre gatti e torture ai danni di altri cinque. Una volontaria di un gattile avrebbe fornito dettagli ritenuti rilevanti dagli inquirenti, descrivendo presunte pratiche particolarmente cruente.La Asl ha inoltre chiesto al medico di comunicare tempestivamente eventuali sviluppi giudiziari, sottolineando l’obbligo di informare il datore di lavoro sulla pendenza di procedimenti penali. In base a tali informazioni, l’azienda sanitaria potrebbe avviare un procedimento disciplinare.L'articolo “Ha ucciso e torturato gatti”, il medico indagato torna a lavoro ma l’Asl lo metto in congedo forzato proviene da Il Fatto Quotidiano.