‹ › 1 / 7 Vendo casa (di Stefano Vigni) ‹ › 2 / 7 Vendo casa (di Stefano Vigni) ‹ › 3 / 7 Vendo casa (di Stefano Vigni) ‹ › 4 / 7 Vendo casa (di Stefano Vigni) ‹ › 5 / 7 Vendo casa (di Stefano Vigni) ‹ › 6 / 7 Vendo casa (di Stefano Vigni) ‹ › 7 / 7 Vendo casa (di Stefano Vigni) Penso che la massima ambizione di una fotografia dovrebbe essere quella di finire in un album di famiglia (Ferdinando Scianna)Ho sbagliato. E in quanto fotografo ho doppiamente sbagliato. Ho sbagliato a trascurare, anzi a snobbare, le foto di famiglia. Ne ho fatte pochissime, e quasi con fatica, con la stupida supponenza di ritenerle inutili e lontane dagli utilizzi “alti” della fotografia. Ma sbagliavo. Nel tempo l’ho capito, ma quel tempo era trascorso.Tra i molti spunti che mi hanno portato a queste conclusioni, eccone due: il primo risale a tempo fa, ed è la riflessione, qui citata, di Ferdinando Scianna, che dopo aver girato e raccontato il mondo da fotografo della Magnum, amico e seguace di Cartier-Bresson, rivaluta e nobilita il ruolo della foto come memoria e ricordo personale dentro la sfera dei propri affetti, in definitiva l’affresco del “chi sono e da dove vengo”.Il secondo spunto, a ulteriore conferma, è recentissimo e ha la forma di un libro. Libro fotografico dalle caratteristiche tutte sue: personale ma universale, dolce ma frutto di un momento amaro, assemblaggio di piccole perle ritrovate a formare un lucente diadema. Ma soprattutto: questo libro è un album di famiglia. Sto parlando di Vendo casa, edito da Seipersei, casa editrice fondata e gestita da una coppia di coraggiosi, Stefano Vigni e Chiara Narcisi, che sono anche uniti nella vita nonché i protagonisti delle foto del libro, assieme ai loro tre figli. A chiudere il cerchio, Stefano (che infatti non compare quasi mai) è anche l’autore delle immagini.Tutto inizia in occasione di un trasloco: la famiglia di Stefano cambia casa – deve cambiare casa – lasciando così quella dove ha vissuto per anni; e dove momenti, passaggi, relazioni, decisioni, parole e fatti hanno depositato quel legame con un luogo sempre difficile da recidere. Ma tant’è: avanti con gli scatoloni, e come inevitabile in queste occasioni, avanti con le riscoperte di cose dimenticate da tempo in un cassetto, in un anfratto, in un ripiano troppo alto da raggiungere. E di molte fotografie.Foto-ricordo scattate da Stefano alla sua famiglia per anni, in vacanza, a casa, in sala parto, in ogni stagione dell’anno e della vita. E poi le foto della casa ormai svuotata, con i segni dei mobili rimasti sulle pareti e la luce che entra a illuminare il vuoto.Da qui nasce l’idea e la volontà di farne un libro: riannodare i “fili fotografici” degli anni trascorsi nella casa proprio nell’atto stesso di lasciarla. Un’elaborazione del lutto, direbbe qualcuno. L’impulso vitale di un fotografo, dico io. Perché – lo abbiamo già detto – Stefano Vigni è un fotografo, un autore. Per lui la fotografia è quel sortilegio che gli consente di cristallizzare la vita con consapevolezza estetica, emotiva e contenutistica.Ed ecco la splendida “anomalia” di questo libro: come ogni album di famiglia raccoglie momenti privati da ricordare, ma lo fa con una qualità fotografica che ci stupisce, ci seduce e ci coinvolge. Un album di famiglia, normalmente, commuove solo chi di quella famiglia fa parte, mentre questo lo fa anche con gli estranei. Allarga dunque il suo effetto/affetto oltre la ristretta cerchia familiare, arrivando a tutti gli animi sensibili anche fuori dal quel confine. Si percepisce come un regalo questa condivisione dell’intimità e dell’amore che trasudano dalle pagine.A ben guardare, Vendo casa evoca un tema universale: lo strappo delle proprie radici. Lasciare casa è anche questo: si pensi a quelle persone, spesso anziane, che nel mezzo di una calamità rifiutano – rischiando la vita – di lasciare la propria casa e con essa i propri ricordi, la propria storia. E quando infine, d’autorità, sono costrette a farlo, magari aiutate dai Vigili del Fuoco o dalla Protezione Civile, tra le poche cose che portano con sé fuori da lì c’è quasi sempre un album di famiglia.Seguimi su Facebook[Foto autorizzate dall’editore]L'articolo ‘Vendo casa’: così si torna all’album di famiglia, dove la fotografia è memoria personale proviene da Il Fatto Quotidiano.