Dengue in Italia, numeri e sintomi di una malattia favorita da viaggi e cambiamenti climatici

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Sono stati 113 i casi confermati di dengue in Italia nei primi tre mesi del 2026, tutti associati a viaggi all’estero. Un numero molto superiore a quello registrato nello stesso periodo dello scorso anno, quando nei primi cinque mesi erano stati appena 60. Dopo l’ultimo aggiornamento sulle arbovirosi appena pubblicato dall’Istituto Superiore della Sanità, secondo cui la grande maggioranza di questi casi (l’83%) presenta come luogo di esposizione le Maldive, l’epidemiologo Massimo Ciccozzi non ha dubbi: “I viaggi, gli scambi internazionali e i cambiamenti climatici favoriscono la diffusione e l’adattamento del vettore a nuove aree. Con l’avvicinarsi dell’estate, è il momento di fare prevenzione là dove la zanzara tigre alberga”.Le arbovirosi in ItaliaAi casi di dengue registrati in Italia, risolti grazie alle cure, si aggiungono 10 casi confermati di Chikungunya associati a viaggi all’estero (90% con luogo di esposizione Seychelles) e 2 di Zika virus, tutti importati. Insomma, il ventaglio delle arbovirosi si allarga.Che cos’è la dengue e come riconoscerlaMa che cos’è la dengue? “L’infezione – dice l’epidemiologo del Campus Bio-Medico – spesso decorre asintomatica. Quando presenti, i sintomi compaiono dopo un periodo di incubazione che può variare da 3 a 14 giorni: febbre, cefalea e dolore retro orbitario, a ossa e muscoli si accompagnano a nausea, vomito, comparsa di eruzioni cutanee, ingrossamento dei linfonodi, sanguinamenti. In una minoranza di casi si può manifestare una forma grave, più frequente nelle persone che hanno già avuto l’infezione”, precisa Ciccozzi.In caso di comparsa di febbre o altri sintomi sospetti, in particolare dopo il rientro in Italia da Paesi dove la dengue è presente, “occorre informare il proprio medico e recarsi a un Pronto Soccorso per effettuare gli esami necessari per la diagnosi. Poiché la malattia può essere trasmessa alle zanzare e dalle zanzare ad altre persone, è importante che la persona malata eviti il più possibile le punture, attraverso l’utilizzo di repellenti cutanei, abiti idonei e la permanenza in ambienti chiusi possibilmente dotati di zanzariere”, aggiunge.La mappa della dengue e i cambiamenti climaticiMa dove è diffusa questa malattia? L’esperto cita le zone tropicali e subtropicali di Africa, Sud-Est asiatico e Cina, India, Medioriente, America latina e centrale, Australia e diverse zone del Pacifico. “È in grado di determinare focolai anche in Europa, dov’è presente il vettore. Proprio a causa dei cambiamenti climatici negli ultimi anni si è assistito a un importantissimo aumento dei casi di malattia in tutto il mondo e a un’espansione delle aree geografiche interessate da questa malattia”, sottolinea lo specialista.In Italia fino al 2020 non si erano mai verificati casi di trasmissione autoctona. “Nell’estate 2020 invece, in piena emergenza Covid-19, il Veneto si è trovato ad affrontare un cluster autoctono di dengue nel vicentino”. “Dopo un transitorio calo nel numero dei casi di malattia osservati durante gli anni della pandemia (probabilmente dovuto a una contrazione dei viaggi internazionali) abbiamo assistito a una ripresa nel 2022, per arrivare a osservare il numero più elevato mai riscontrato nel nostro Paese nel 2023. Proprio nel 2023 si sono verificati importanti focolai di trasmissione autoctona in Lazio e Lombardia”, ricorda Ciccozzi.Imparare a proteggersi dalle punture di zanzarePer l’epidemiologo è dunque fondamentale “prevenire la proliferazione e la diffusione delle zanzare, anche a casa. Adottando misure di protezione soprattutto quando si viaggia in zone e Paesi a rischio. Il recente sviluppo di un vaccino (a virus vivo attenuato, tetravalente) rappresenta un nuovo strumento per contrastare questa patologia. Ma con l’avvicinarsi dell’estate torna ad essere prioritaria la lotta alle zanzare“, conclude lo specialista.Questo articolo Dengue in Italia, numeri e sintomi di una malattia favorita da viaggi e cambiamenti climatici proviene da LaPresse