MARANO EQUO – E’ morto don Sebastiano Koszut, il prete anticomunista

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Da ragazzo fu in prima linea contro il regime comunista e per questo arrestato e condannato. Da adulto non fece mai mancare il suo aiuto ai profughi giunti in Italia.Per questi motivi il nome di don Sebastiano Koszut è legato alla lotta per la liberazione e alla rinascita della Polonia.Venerdì pomeriggio 10 aprile alle ore 15 si è spento all’età di 85 anni il sacerdote che per un decennio è stato Parroco della chiesa di San Biagio Vescovo e Martire a Marano Equo, piccolo borgo di circa 800 abitanti nella Valle dell’Aniene.Ieri, sabato 11 aprile, ad annunciarlo è stato il Vescovo di Tivoli e di Palestrina Monsignor Mauro Parmeggiani in un comunicato pubblicato sul sito della Diocesi.L’Amministrazione comunale di Marano Equo ha espresso profondo cordoglio per la scomparsa dell’ex parroco, unendosi al dolore dei familiari, della comunità ecclesiale e di tutti coloro che lo hanno conosciuto e stimato.Don Sebastiano era nato il 16 novembre 1941 a Čierna Hora, in Montenegro, paese che all’epoca apparteneva alla Repubblica Slovacca, ma dopo la seconda guerra mondiale è stato annesso alla Polonia. Dopo aver studiato presso il Seminario di Varsavia fu ordinato presbitero il 27 maggio 1965.Negli anni del regime totalitario in Polonia fu coinvolto nelle attività dell’Organizzazione Ruch,una delle più importanti organizzazioni clandestine anticomuniste operanti in Polonia tra il 1965 e il 1970. Il suo obiettivo principale era la lotta per l’indipendenza della Polonia, il rifiuto del comunismo e il non riconoscimento della Repubblica Popolare Polacca. Il gruppo pianificò un attacco al Museo Lenin di Poronin, ma i suoi membri furono arrestati dalle autorità comuniste e imprigionati.Nel 1970 anche don Sebastiano Koszut fu arrestato e condannato ad un anno di prigione. Rilasciato, organizzò con altri sacerdoti i corrieri segreti con la letteratura religiosa dalla Polonia alla Slovacchia. Nel 1980 emigrò in Italia dove divenne collaboratore del Vescovo slovacco Paolo Hnilica, SJ. In quel periodo don Sebastiano aiutò generosamente tutti i profughi provenienti dai paesi dell’Est, soprattutto dalla Slovacchia. Fu Cappellano per rifugiati nel campo profughi di Latina. Padre Sebastiano era buono e un grande apostolo insieme al Vescovo Paolo Hnilica fino al crollo della dittatura in Polonia nel novembre 1989. Nel 1993 fu trasferito come Parroco a Marano Equo dove continuò ad ospitare molti sacerdoti slovacchi, polacchi e altri, molti giovani cristiani e altri pellegrini verso Roma. Fu amante dell’arte e sostenitore di artisti polacchi e slovacchi. Non è un caso se l’Ambasciatore di Polonia presso la Santa Sede Piotr Nowina – Konopka ebbe a dire che Don Sebastiano contribuì alla indipendenza della Polonia e Slovacchia e al recupero della libertà religiosa.E non lo è neppure se il 14 dicembre 2013 Don Sebastiano fu insignito dell’alta onorificenza dello Stato Polacco: “Croce di Ufficiale dell’Ordine della rinascita della Polonia”.Fino al 2014 rimase Parroco di Marano Equo quando, per motivi di salute, si ritirò nella sua terra di origine presso una RSA per anziani dove è spirato venerdì scorso 10 aprile.“Lo ricordiamo con affetto nella preghiera affidandolo alla Divina Misericordia – scrive il Vescovo Parmeggiani – A tutti i sacerdoti chiedo di celebrare una Santa Messa in suo suffragio”.L'articolo MARANO EQUO – E’ morto don Sebastiano Koszut, il prete anticomunista proviene da Tiburno Tv.