Dolce & Gabbana riorganizza il vertice aziendale e apre una nuova fase della sua storia, separando in modo più netto il ruolo manageriale da quello creativo dei fondatori. La maison nata nel 1985 da Domenico Dolce e Stefano Gabbana si prepara a una trasformazione importante, mentre affronta una fase delicata per tutto il settore del lusso e lavora in parallelo alla ristrutturazione del debito.La scelta di rinnovare la governance arriva in un momento simbolico per il marchio, che continua a essere protagonista sulla scena internazionale. Nonostante anni complessi per il comparto, il brand è stato scelto da Jeff Bezos e Lauren Sánchez per le nozze veneziane dello scorso giugno, mentre una recente sfilata è stata ripresa nel sequel de Il Diavolo Veste Prada e Madonna resta testimonial del profumo The One, confermando il peso globale della griffe.Gabbana lascia la presidenza, Cantino pronto ad arrivareIl cambiamento più significativo riguarda le dimissioni di Stefano Gabbana dalla presidenza, annunciate a gennaio e confermate ufficialmente dal gruppo nell’ambito di quello che viene definito un “naturale percorso di evoluzione organizzativa e di governance”. L’azienda ha chiarito che “le dimissioni non hanno alcuna influenza sulle attività creative svolte a favore del Gruppo dal medesimo Stefano Gabbana”, sottolineando la continuità del sodalizio artistico con Domenico Dolce.Al vertice operativo dovrebbe arrivare Stefano Cantino, ex amministratore delegato di Gucci e già vicepresidente di Vuitton dopo una lunga esperienza in Prada. Il suo patto di non concorrenza con Kering è scaduto a fine marzo e l’ingresso ufficiale è atteso nei prossimi giorni, con l’obiettivo di rafforzare la struttura manageriale e accompagnare il rilancio della maison.Alfonso Dolce presidente e guida managerialeIl ruolo di presidente sarà assunto da Alfonso Dolce, fratello di Domenico e attuale amministratore delegato, che guiderà l’azienda insieme a Cantino in una gestione condivisa. La scelta punta a rafforzare l’organigramma e a garantire una maggiore solidità manageriale in una fase economica complessa.Cantino, che ha già lavorato con diverse famiglie del lusso internazionale, è stato scelto proprio per completare la struttura organizzativa e portare una visione industriale capace di sostenere la crescita futura del gruppo, mantenendo al tempo stesso l’identità creativa dei fondatori.Azionariato stabile e debito da 450 milioniNon cambia invece l’assetto proprietario, con Domenico Dolce e Stefano Gabbana che mantengono circa l’80% del gruppo diviso in quote paritarie, mentre Alfonso e Dorotea Dolce controllano il restante 20%. La stabilità dell’azionariato è considerata un elemento chiave dalle banche coinvolte nel maxi rifinanziamento da 450 milioni di euro.Il gruppo ha affidato a Rothschild il mandato per negoziare con un pool di istituti, tra cui Banco Bpm, Bnl, Crédit Agricole, Intesa Sanpaolo, Cdp e Sace, per ottenere condizioni più favorevoli e allungare le scadenze del debito. L’obiettivo è ridurre gli oneri finanziari e procedere con un progressivo rimborso delle passività, anche attraverso la possibile cessione di asset immobiliari e il rinnovo delle licenze.Licenze e nuovi progetti per sostenere la crescitaLa strategia di rilancio passa anche attraverso il rafforzamento delle licenze e delle collaborazioni, che rappresentano una fonte importante di liquidità per sostenere gli investimenti. Tra queste spicca l’accordo con EssilorLuxottica per gli occhiali, esteso fino al 2050, insieme alle partnership con Kim Kardashian, Bacardi e Smeg e a nuove collaborazioni in arrivo nel settore sneaker.Le royalties delle licenze serviranno anche a finanziare la crescita della divisione beauty e i costi del nuovo flagship di Madison Avenue a New York, uno dei progetti più ambiziosi del gruppo.Dolce e Gabbana, un sodalizio creativo che continuaNonostante i cambiamenti nella governance, resta intatto il cuore creativo della maison, fondato sul rapporto professionale tra Domenico Dolce e Stefano Gabbana, che dura da oltre quarant’anni. Dopo essersi conosciuti in un ufficio stile negli anni Ottanta e aver lanciato il marchio con uno stile mediterraneo e sensuale, i due stilisti hanno costruito uno dei brand più riconoscibili al mondo.Il legame professionale, proseguito anche dopo la separazione sentimentale, continua a essere il motore creativo del gruppo, con nuove collezioni, linee di alta moda, casa e beauty e il ritorno di Madonna come volto del profumo The One, simbolo di un’identità che resta forte anche nella nuova fase aziendale.La riorganizzazione della governance segna quindi l’inizio di una nuova era per Dolce & Gabbana, in cui la solidità manageriale e la visione industriale si affiancano alla continuità creativa, con l’obiettivo di affrontare le sfide del mercato globale del lusso e rilanciare il marchio nei prossimi anni.Enrico Foscarini, 11 aprile 2026L'articolo Dolce & Gabbana, al vertice l’ex Gucci Cantino proviene da Nicolaporro.it.