Agivano secondo un copione collaudato nel corso degli anni.Intestavano le società a prestanome compiacenti e ne svuotavano le casse progressivamente fino al dissesto.Per questo i Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Tivoli su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di due coniugi e dei loro due figli maggiorenni, titolari effettivi di un gruppo di società operanti nella gestione di sale slot nella zona est della Capitale.Secondo un comunicato stampa diffuso martedì 31 marzo dal Procuratore Capo Andrea Calice, la misura cautelare rappresenta l’epilogo di un’articolata attività investigativa condotta dal Gruppo della Guardia di Finanza di Frascati.Le indagini hanno consentito di far emergere un sistema illecito riconducibile al nucleo familiare, di fatto unito in una stabile comunanza di interessi economici.Gli investigatori hanno ricostruito il modus operandi del gruppo.Le società coinvolte, formalmente intestate a prestanome ma riconducibili al predetto gruppo familiare, dopo aver accumulato ingenti debiti nei confronti dell’Erario, venivano sistematicamente svuotate del proprio patrimonio.Le risorse così sottratte venivano destinate a finalità personali, arrecando un grave pregiudizio ai creditori e all’Amministrazione finanziaria.L’attività illecita si fondava su un collaudato schema operativo ed in particolare intestazione fittizia delle società a soggetti compiacenti al fine di eludere le responsabilità fiscali, progressivo depauperamento delle casse societarie in prossimità del dissesto, e successivo reimpiego dei capitali in ulteriori iniziative economiche e finanziarie.Parallelamente, veniva sistematicamente ostacolata la ricostruzione delle vicende societarie mediante l’occultamento o la distruzione delle scritture contabili, impedendo così al curatore fallimentare di ricostruire i flussi finanziari.Sia i soggetti ritenuti i dominus che i prestanome sono accusati dei reati di bancarotta fraudolenta (patrimoniale e documentale) e autoriciclaggio, avendo dissimulato l’origine delittuosa dei proventi della liquidazione.Gli elementi raccolti hanno permesso l’emissione del provvedimento cautelare reale, che ha riguardato immobili e disponibilità finanziarie riconducibili agli indagati.Stando sempre al comunicato del Procuratore Capo di Tivoli, l’operazione si inquadra nell’azione posta in essere dall’Autorità Giudiziaria e dalla Guardia di Finanza di Roma a contrasto dei comportamenti che danneggiano l’economia legale, alterando le condizioni di leale concorrenza.L'articolo ROMA EST – Bancarotta e autoriciclaggio, gestori di sale slot smascherati dalla Guardia di Finanza proviene da Tiburno Tv.