Il Regno Unito ha revocato il permesso d’ingresso a Kanye West, bloccando di fatto la sua esibizione al Wireless Festival di Londra, in programma dal 12 al 14 luglio a Finsbury Park. Come riporta la Bbc, l’Home Office ha respinto la domanda di ingresso del rapper dopo le pressioni del premier Keir Starmer, che aveva definito «profondamente inquietante» la sua partecipazione al festival, e delle principali organizzazioni della comunità ebraica britannica. L’organizzazione ha annunciato la cancellazione dell’intero festival. Ora è in Italia che si temono altre ripercussioni alle posizioni finite nella bufera dell’artista: West è atteso il 18 luglio alla Rcf Arena campovolo di Reggio Emilia per l’Helwatt Festival, appena una settimana dopo la data londinese saltata.Perché Kanye West è al centro delle polemicheLe controversie intorno a Ye si trascinano da anni. Il rapper 48enne ha perso fan e accordi commerciali dopo una serie di esternazioni antisemite e razziste, tra cui la dichiarazione di «amare i nazisti» e la pubblicazione di un brano intitolato “Heil Hitler”. L’invito al Wireless Festival avrebbe dovuto segnare il suo ritorno sui palcoscenici europei, ma ha riacceso immediatamente le proteste. Diversi sponsor si erano già ritirati prima che il governo britannico formalizzasse il divieto.Il tentativo di riconciliazione con la comunità ebraica prima del banPrima della revoca del visto, West aveva provato a smorzare le tensioni dichiarandosi disponibile a incontrare esponenti della comunità ebraica britannica. «So che le parole non bastano e dovrò dimostrare di essere cambiato con le azioni», aveva scritto il rapper, aggiungendo: «Se voi siete aperti, io sono qui». Il Board of Deputies of British Jews, tramite il presidente Phil Rosenberg, aveva risposto ponendo una condizione precisa: prima la cancellazione delle esibizioni al festival, poi il dialogo. La comunità ebraica, aveva spiegato Rosenberg, «vuole vedere un rimorso e un cambiamento genuini» prima di considerare qualsiasi incontro.Concerto di Reggio Emilia a rischio: la Cisl chiede al sindaco di intervenireA Reggio Emilia, dove i prezzi degli affitti brevi erano già schizzati alle stelle nei giorni del concerto del rapper, è intervenuta la Cisl Emilia Centrale, con Rosamaria Papaleo che ha chiesto se «il no rigoroso scattato a Londra può valere anche a Reggio Emilia». La sindacalista ha lanciato un appello al sindaco Marco Massari affinché, se la data italiana venisse confermata, si chieda a West di incontrare la comunità ebraica e chi promuove i valori costituzionali e antifascisti. «Sarebbe l’unico modo per dimostrare che un cattivo maestro è davvero diventato un ambasciatore positivo», ha dichiarato Papaleo.L’Anpi e Adelmo Cervi: «Chi gira con le svastiche non deve esibirsi»Netta la posizione di Adelmo Cervi, figlio di Aldo, uno dei sette fratelli fucilati dai nazifascisti nel 1943, che ha commentato: «La Gran Bretagna ha fatto bene, noi in Italia arriviamo sempre tardi su queste questioni». Cervi ha aggiunto che «uno che gira con delle svastiche non deve essere degno di girare da nessuna parte». Sulla stessa linea Anna Ferrari, presidente dell’Anpi di Reggio Emilia, che ha invitato gli organizzatori del concerto alla Rcf Arena a prendere posizione: «Hanno fatto una scelta e se ne assumeranno la responsabilità», ha dichiarato, ricordando che «il mondo è pieno di bravi artisti che possono infondere messaggi positivi ai giovani».L'articolo «Kanye West nazista», il governo britannico fa saltare il concerto. E in Italia rischia di nuovo: «Chi gira con le svastiche non deve esibirsi» proviene da Open.