Leone XIV: “Inaccettabile la minaccia di Trump all’Iran, è una questione morale”. Parolin: “Non sia una voce nel deserto”

Wait 5 sec.

Sulla guerra scatenata dagli Stati Uniti in Iran si consuma un confronto a distanza, senza più neanche il linguaggio della diplomazia, tra Donald Trump e il Papa. Parlando con i giornalisti dalla sua residenza estiva di Castel Gandolfo (Roma) Leone XIV ha definito “non accettabile” la “minaccia contro tutto il popolo dell’Iran” arrivata dal presidente Usa, che ha promesso di “cancellare l’intera civilità” del Paese mediorientale. “Oggi, come tutti sappiamo, c’è stata questa minaccia contro tutto il popolo dell’Iran. Questo veramente non è accettabile, qui ci sono questioni certamente di diritto internazionale ma molto di più. È una questione morale per il bene del popolo intero. Vorrei invitare tutti a pensare nel cuore veramente di tanti innocenti, tanti bambini, tanti anziani, totalmente innocenti, che sarebbero anche loro vittime di questa escalation”, ha detto Prevost.“Tutti dobbiamo lavorare per la pace”, ha aggiunto il pontefice, lanciando un appello a “rigettare la guerra, specialmente questa guerra definita da molta gente ingiusta. Continuare l’escalation”, ha affermato, “non risolve niente e provoca una crisi economica mondiale, crisi energetica e grande instabilità. Gli attacchi alle infrastrutture civili sono contro il diritto internazionale e il segno di una distruzione che l’essere umano è capace di mettere in atto”, ha sottolineato. “Occorre tornare al tavolo per trovare soluzioni. Torniamo al dialogo, ai negoziati, cerchiamo come risolvere i problemi senza arrivare a questo punto. Bisogna pregare tanto, vorrei invitare tutti a pregare ma anche a cercare come comunicare, forse con i politici, le autorità, a dire che non vogliamo la guerra, vogliamo la pace, siamo un popolo che ama la pace e c’è tanto bisogno di pace nel mondo”.Molto probabilmente, però, le parole di Leone cadranno anche questa volta nel vuoto, come sottolinea il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin. “Non possiamo nasconderci dietro un dito: la voce dei papi è profetica e improntata a realismo. Il vescovo di Roma è un’autorità morale la cui importanza si è accresciuta quando ha perso il suo potere temporale. Ma è una voce che grida nel deserto se non viene sostenuta e concretamente aiutata”, dice in un’intervista alla rivista Dialoghi, il trimestrale culturale dell’Azione cattolica. E ricorda che quando papa Giovanni Paolo II “ha supplicato di non imbarcarsi nella prima e poi nella seconda guerra in Iraq, è stato lasciato solo da quegli stessi che fino a poco prima lo osannavano. Per questo non c’è da stupirsi se ci sono posizioni molto distanti. D’altra parte, è importante sottolineare che questa distanza non deve mai impedire di mantenere un dialogo aperto, con tutti”.L'articolo Leone XIV: “Inaccettabile la minaccia di Trump all’Iran, è una questione morale”. Parolin: “Non sia una voce nel deserto” proviene da Il Fatto Quotidiano.