Accise, perché il famoso video della premier ora torna come un boomerang

Wait 5 sec.

di Paolo GalloC’è un’immagine che, più di tante dichiarazioni ufficiali, rischia di diventare il simbolo di una stagione politica: Giorgia Meloni davanti a un distributore di carburante a denunciare il peso insostenibile delle accise sulla benzina. Era il tempo dell’opposizione, della promessa semplice e diretta, perfettamente comprensibile a milioni di italiani: basta tasse ingiuste, basta rincari.Oggi quella stessa immagine torna come un boomerang.Perché se c’è un terreno sul quale il rapporto tra cittadini e governo si misura in modo immediato, quasi viscerale, è proprio il prezzo dei carburanti. Non servono analisi sofisticate né mediazioni politiche: basta guardare il display mentre scorrono i litri e sale il totale. È lì che si forma il giudizio, spesso definitivo.Il paradosso è evidente. La battaglia contro le accise è stata uno dei cavalli di battaglia identitari di una destra che cercava consenso parlando alla pancia del Paese produttivo, a chi usa l’auto per lavorare, a chi vive lontano dai grandi centri urbani. Una promessa tanto potente quanto, col tempo, rivelatasi difficilmente sostenibile una volta arrivati al governo.La realtà, infatti, è più complessa della propaganda. Le accise rappresentano una voce significativa per le casse dello Stato. Ridurle o eliminarle significa trovare coperture alternative, in un contesto già segnato da vincoli di bilancio, pressioni europee e necessità di mantenere credibilità sui mercati. Tradotto: ciò che era facile dire all’opposizione diventa estremamente complicato da fare al governo.Ma la politica, si sa, vive anche, e soprattutto, di percezione. E la percezione oggi è che quella promessa sia stata tradita o quantomeno le ultime iniziative non trovano ampio consenso. Non importa se le responsabilità siano condivise con dinamiche internazionali, oscillazioni del prezzo del petrolio o tensioni geopolitiche: agli occhi degli elettori conta il risultato finale.Il rischio per l’esecutivo è quello di pagare un prezzo politico elevato proprio su un tema che aveva contribuito alla sua ascesa. È una dinamica classica ma sempre insidiosa: trasformare un simbolo di battaglia in un punto di vulnerabilità. E in questo caso il simbolo è estremamente concreto, quotidiano, impossibile da ignorare.C’è poi un elemento di credibilità personale. Quando un(a) leader costruisce parte del proprio consenso su messaggi forti e facilmente verificabili, il margine di tolleranza degli elettori si riduce. Ogni incoerenza viene amplificata, ogni difficoltà letta come mancanza di volontà più che come impossibilità oggettiva.Non è detto che questo si traduca automaticamente in un crollo del consenso. La politica italiana è piena di elettorati resilienti, capaci di perdonare o di riconsiderare le proprie priorità. Ma è altrettanto vero che il tema dei carburanti ha una capacità unica di erodere fiducia in modo silenzioso e progressivo.Alla fine, quel video al distributore resta lì, come una fotografia sospesa nel tempo. Non è solo un ricordo di opposizione: è diventato un metro di giudizio. E forse anche un monito per chi governa oggi e per chi governerà domani: promettere è facile, ma alcune promesse, soprattutto quelle che toccano il portafoglio degli italiani, non smettono mai di presentare il conto.Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione.L'articolo Accise, perché il famoso video della premier ora torna come un boomerang proviene da Il Fatto Quotidiano.