Escrementi di piccione positivi alla cocaina e ceneri di una bambina di due anni che contenevano metanfetamina o ecstasy. I test antidroga istantanei low cost stanno causando diversi problemi negli Stati Uniti perché – come denunciano alcuni ricercatori dell’Università della Pennsylvania – la frequenza di falsi positivi è troppo alta. I risultati dello studioLo studio condotto dai ricercatori dell’Università della Pennsylvania e riportato su CNN cita dati molto allarmanti e ben diversi da quelli diffusi dai produttori degli stessi test rapidi: se per questi ultimi infatti il margine di errore, ovvero i casi di falsa positività (o negatività), si aggirerebbe intorno al 4%, secondo gli studiosi le percentuali reali si posizionerebbero in una forchetta tra 15% e il 38 per cento. Ma non si tratterebbe di un errore che interesserebbe solamente i test eseguiti nei controlli stradali: uno studio del Dipartimento di Investigazione di New York ha evidenziato tassi di errore nei test che vanno dal 79% al 91% in alcuni istituti penitenziari. Per questo una legge in California ha stabilito che i test rapidi restano utilizzabili, ma non bastano da soli per arrestare qualcuno: l’agente di polizia potrebbe procedere solo con una denuncia, ma non con l’arresto.Strane false positivitàSono diversi i casi riportati dalla CNN che mostrano come i testi rapidi antidroga possano portare a conclusioni decisamente sommarie e sbagliate: il primo riguarda l’ex quarterback della Georgia Southern University, Shai Werts. Fermato per un controllo stradale nella Carolina del Sud, motivato dal superamento del limite di velocità consentito, sarebbe stato accusato di possesso di cocaina dopo che un test antidroga avrebbe rinvenuto tracce della sostanza sul cofano della sua auto. Sospeso immediatamente dalla sua squadra, aveva impugnato la denuncia riuscendo a dimostrare che si fosse trattato solo di escrementi di piccione. Fu immediatamente reintegrato nella squadra e lo sceriffo si dimise. Ma ancora: in Illinois degli agenti di polizia fermarono Dartavius Barnes, padre di una bambina morta all’età di due anni. Il padre portava con sé le ceneri della figlia: fermato a un controllo, nonostante avesse chiesto che non venissero toccate e avesse specificato di cosa di trattasse, i poliziotti avrebbero comunque proceduto raccogliendo dei campioni, per poi dichiarare che il test avesse rinvenuto tracce di metanfetamina o ecstasy.Detenuto ingiustamente per 3 mesi Infine, in Florida, Kena’z Edwards ha trascorso 3 mesi in carcere ingiustamente, dopo che in una bottiglia di lidocaina sulla sua auto erano state rinvenute tracce di cocaina. Sarebbe stato immediatamente portato in carcere e ci sarebbe rimasto per 90 giorni, non disponendo dei 178.000 dollari necessari per pagare la cauzione. Non avrebbe avuto, inoltre, diritto a un nuovo esame chimico, in quanto «l’ufficio del procuratore distrettuale locale analizza i campioni in laboratorio solo dopo che è stata fissata la data del processo».Cosa sono i test antidrogaI test antidroga sono test rapidi composti da bustine contenti sostanze chimiche che cambiano colore quando vengono rilevate determinate sostanze. Negli Usa costano normalmente tra i 2 e i 10 dollari a kit e vengono utilizzati dalle forze dell’ordine in tutti gli Stati Uniti. I dispositivi elettronici più affidabili e portatili, invece, costerebbero tra i 24.000 e gli 80.000 dollari, motivo per cui, secondo Des Walsh, fondatore della Roadside Drug Test Innocence Alliance, verrebbero impiegati quasi solo test istantanei. Eppure su tutti i test campeggia la scritta: «I risultati di questo test sono puramente presuntivi», e ancora «NOTA: tutti i risultati dei test devono essere confermati da un laboratorio di analisi autorizzato».Cosa succede dopo la positivitàCiò che più preoccupa però non è solo la veridicità dei risultati, ma anche la difficoltà nel poter avere accesso a test di laboratorio che possano verificarne il responso. Così in Iowa una 13enne non è potuta tornare a scuola per sei mesi «perché i biscotti che aveva portato a scuola sono risultati positivi al THC in un test antidroga effettuato sul posto», dopo che una compagna li aveva assaggiati e si era sentita male. Ci sono voluti mesi a sua madre per ottenere un’analisi di laboratorio che dimostrasse l’assenza di THC o di qualsiasi altra sostanza illegale nei biscotti. Sembra, secondo Des Walsh, che «oltre il 90% delle persone accetta un patteggiamento perché non può permettersi di rimanere in carcere e aspettare sei mesi per i risultati delle analisi di laboratorio». Inoltre, molto spesso, anche quando i cittadini si propongono di effettuare dei test a spese loro, viene loro fatto sapere che i laboratori statali sono già oberati di lavoro.La prima legge nazionale a disciplinare i test antidroga colorimetriciNel Progetto di Legge 26-1020 della California – considerata la prima legge a livello nazionale a disciplinare i test antidroga colorimetrici – sarebbe quindi prevista l’impossibilità di procedere con l’incarcerazione, motivata dal solo risultato del test colorimetrico antidroga sul campo, da parte degli agenti di polizia. È previsto invece che si possa procedere solamente con una «citazione e una denuncia ai sensi della sezione 16-2-104». Inoltre, non meno importante, nel caso in cui la persona interessata da denuncia dovesse decidere di optare per il patteggiamento, dovrebbe «informare l’imputato che i test colorimetrici presuntivi sul campo sono soggetti a risultati falsi positivi. I test colorimetrici presuntivi sul campo hanno tassi di errore noti e non sono ammissibili in tribunale. L’imputato ha il diritto di dichiararsi non colpevole e di richiedere un test antidroga da parte di un laboratorio forense accreditato».Come funziona in ItaliaAnche in Italia i test definiti “preliminari”, ovvero i test antidroga colorimetrici vengono usati ogni giorno. In particolare, è il nuovo Codice della Strada a potenziarne l’uso. Se il test preliminare è positivo, gli organi di Polizia Stradale procedono al prelievo di campioni salivari per l’analisi di conferma (secondo livello) tramite laboratori mobili o kit certificati; qualora ciò non sia possibile, accompagnano il conducente presso strutture sanitarie fisse per il prelievo di campioni biologici (articolo 187 CdS). Il rifiuto di sottoporsi a tali accertamenti comporta le medesime sanzioni della guida in stato di alterazione. In caso di positività immediata, la patente è ritirata sul posto in attesa degli esiti di laboratorio, ma non è mai disposto l’arresto per il solo risultato ottenuto dallo screening preliminare. Le sanzioni per il possesso di sostanze rinvenute nel veicolo seguono invece l’articolo 75 (amministrativo) o l’articolo 73 (penale) del Dpr 309/90, a seconda della tipologia di sostanza e quantità rinvenute, e possono a loro volta portare, in attesa dei risultati di laboratorio, al ritiro immediato della patente finalizzato alla sospensione.L'articolo Test antidroga low cost: negli Usa scatta l’allarme sui troppi falsi positivi proviene da Open.