Donald Trump ha avuto con Mark Rutte una discussione «franca e aperta» nello Studio Ovale della Casa Bianca. Subito dopo il presidente degli Stati Uniti ha postato un messaggio su Truth: «La Nato non c’era quando ne avevamo bisogno, e non ci sarà se ne avremo bisogno di nuovo. Ricordate la Groenlandia: quel grosso pezzo di ghiaccio, mal gestito». Ma intanto il suo partito è molto preoccupato. La guerra contro Teheran «cementa il fatto che perderemo le elezioni di novembre, il Senato e la Camera», ha detto uno stratega conservatore a Politico. Ma oltre ai Repubblicani in fermento ci sono anche i Maga. Mark Levin, il popolare conduttore radio conservatore, ha definito un «assoluto» disastro l’accettazione del piano in 10 punti di Teheran. E ora il presidente è sempre più isolato.Tutti contro Trump Il segretario generale della Nato ha ammesso che durante il colloquio Trump si è mostrato «chiaramente deluso» dagli alleati, ma allo stesso tempo si sarebbe anche dimostrato «ricettivo». Nel senso che «ha ascoltato con attenzione» le sue argomentazioni su ciò che sta accadendo in Europa riguardo alla guerra in Iran. «È vero che non tutte le nazioni europee hanno rispettato i propri impegni. Capisco perfettamente la sua delusione!», ha detto Rutte. «Ho sottolineato che la grande maggioranza dei Paesi europei si è dimostrata collaborativa per quanto riguarda le basi, la logistica, i sorvoli e il rispetto degli impegni», ha aggiunto. Il Wall Street Journal ha scritto che il presidente sta pensando a un piano per punire alcuni alleati.La punizione per la NatoLa proposta prevederebbe lo spostamento dei soldati statunitensi fuori dai paesi membri della Nato considerati poco utili allo sforzo bellico contro l’Iran. Per trasferirli in paesi che hanno sostenuto la campagna militare di Trump. Ma per farlo dovrà chiedere l’ok al Congresso. E in ogni caso sembra un topolino rispetto alla montagna di critiche riservate in questi giorni all’Alleanza Atlantica. Intanto una ex dipendente delle forze armate americane è stata arrestata per aver fornito informazioni riservate a un media. Lo ha annunciato il capo dell’Fbi Kah Patel. La donna è stata identificata in Courtney Williams, accusata di aver diffuso informazioni riservate «a un media mettendo il paese, i combattenti e gli alleati a rischio». L’incriminazione segue le minacce ai giornalisti che hanno pubblicato dettagli sull’operazione militare che ha portato al salvataggio dei due piloti americani in Iran.I repubblicani e le MidtermNel frattempo i repubblicani dietro le quinte tremano. La tregua è probabilmente «troppo poco e troppo tardi» per salvare il partito al voto di metà mandato. Le recenti performance dei candidati repubblicani avevano già insinuato dubbi sulle chance dei conservatori di mantenere la maggioranza in Congresso. La guerra in Iran sembra averli rafforzati spingendo molti a ritenere che una sconfitta è a portata di mano. Trump è in calo nei sondaggi, la Casa Bianca si è concentrata di recente sulla guerra trascurando gli americani alle prese con il carovita che il conflitto ha aggravato. La volata dei prezzi ci metterà del tempo a rientrare e le trattative con l’Iran non è chiaro se porteranno a dei risultati, offuscando così le prospettive dei repubblicani per le elezioni.I MagaAnche i Maga sono in subbuglio. Oltre a Levin, Laura Loomer, l’attivista di destra alleata del presidente, ha definito le trattative con l’Iran un «fallimento», mettendo in evidenza come il «regime iraniano non è mai stato così rincuorato». Su Truth, la piattaforma social di Trump che raccoglie molti dei suoi sostenitori, i messaggi critici per l’accordo con l’Iran sono migliaia, circa 40 mila secondo il New York Times. «Distruggi la presidenza con questo gesto senza senso», ha scritto Ultra_Maga_King. «Mi vergono di aver votato per te nel 2017, nel 2020 e nel 2024», afferma un altro utente. Mentre The Atlantic sintetizza la partita con poche parole significative: «L’Iran ha vinto, l’America sembra una tigre di carta».L'articolo Tutti contro Trump per l’Iran: «Teheran ha vinto, l’America è una tigre di carta» proviene da Open.