“Caro benzina? Stiamo pagando per il green dell’UE (che ora ci blocca)” | Viceministro delle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi

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La chiusura dello Stretto di Hormuz non è una crisi congiunturale. È strutturale. E l’Italia, come il resto d’Europa, si trova esposta senza strumenti adeguati per fronteggiarla. A dirlo è il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, in un’intervista ad Astrea in cui non risparmia critiche alle rigidità europee e lancia un appello al nucleare.Il blocco di Hormuz — attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale — ha reso evidente una fragilità sistemica che la politica europea aveva costruito nel tempo. A differenza della chiusura di Suez, aggirata circumnavigando l’Africa, Hormuz non ha alternative percorribili. Il risultato è un’Europa che si trova, per la prima volta, senza fonti di approvvigionamento energetico su entrambi i fronti: ad est per la guerra in Ucraina, a sud per il conflitto in Medio Oriente. L’intervista al Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo RixiSul prezzo dei carburanti, Rixi è diretto: “Sopra i 2 euro e 10 centesimi al litro il diesel rende diseconomica qualsiasi azienda, dalla piccola alla grande.” Il taglio delle accise introdotto dal governo — 25 centesimi, cui si aggiungono 5 centesimi ottenuti dai concessionari autostradali — non basta. “Sull’autotrasporto merci questo taglio quasi non si sente, proprio per delle regole a livello europeo.” Il rischio concreto è che gli aiuti erogati oggi vengano richiesti indietro dall’Europa tra dieci anni alle singole aziende.“Il tema vero – dice il Viceministro – è che noi adesso abbiamo bisogno di mettere in campo provvedimenti straordinari, ma devo dire che se l’Italia piange, la Francia o la Germania non stanno meglio, perché basti pensare che, ad esempio, abbiamo avuto segnalazioni nelle ultime giornate che sono prese d’assedio le nostre pompe di benzina a Ventimiglia perché i francesi vengono in Italia a far benzina. In tutta l’Europa, nonostante abbia fatto una politica contro il diesel, l’autotrasporto ancora oggi per il 92% le merci viaggiano sui camion che come ben sapete non sono né elettrici né a benzina, ma su gasolio”. “Il problema che abbiamo strutturale come continente” – continua Rixi – “è che bisognerà rivedere il patto di stabilità“. Abbiamo bisogno di investire in processi strutturali, di superare alcune regole del patto europeo“.Le ricadute sui cittadini sono già visibili: “Il litro di latte è arrivato a 2,10 euro. Gli aumenti nei supermercati su frutta, verdura e latticini sono dovuti all’aumento del trasporto.” E i voli aerei, sottolinea Rixi, seguiranno la stessa traiettoria.La stabilizzazione dei prezzi, secondo il Viceministro, non avverrà prima di un anno, un anno e mezzo. “Se pensiamo che tutte le volte le crisi sono congiunturali e non sistemiche, e che dopo tre settimane tutto va a posto, vivremo sempre con l’apprensione di quello che succede.”La soluzione strutturale, per Rixi, passa dal nucleare: “È l’unico elemento che può portare stabilità al sistema energetico. Se avessimo iniziato nel 2020, oggi saremmo in una situazione diversa.”L’intervento ad Astrea – Il futuro che verrà. Un programma ideato e condotto da Rosanna Piras.The post “Caro benzina? Stiamo pagando per il green dell’UE (che ora ci blocca)” | Viceministro delle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi appeared first on Radio Radio.