GUIDONIA - “Io, violentata da un gruppo di rom”: non era vero

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Ai carabinieri raccontò di essere stata molestata e palpeggiata da un gruppo di ragazzi che abitavano nello stesso accampamento.E sarebbe potuto accadere anche di peggio se non fosse intervenuto il padre.Ma il processo non ha escluso che la ragazzina possa aver ingigantito un episodio e di sicuro dal dibattimento non è emersa la piena responsabilità dell’imputato.Per questo oggi, lunedì 13 aprile, il Tribunale di Tivoli ha assolto perché il fatto non sussiste dall’accusa di violenza sessuale di gruppo su minore G. A., un 25enne di origini slave nato in Italia e residente nell’oramai ex campo rom abusivo di via dell’Albuccione, a Guidonia.Il Collegio presieduto da Cristina Mazzuoccolo – a latere le giudici Camilla Amedoro e Lucrezia Turriziani Colonna – ha condiviso la ricostruzione della Procura di Tivoli e la richiesta di assoluzione formulata dallo stesso pubblico ministero Filippo Guerra oltre che dall’Avvocato Giorgio Fina di Tivoli, difensore dell’imputato.A denunciare il caso fu il padre di una ragazza che oggi ha vent’anni, anche lei nata in Italia da famiglia di origini slave e residente nel campo sgomberato a dicembre 2024.Stando a quanto riferito all’epoca dal genitore i carabinieri della Tenenza di Guidonia, il fatto avvenne nella serata del 23 luglio 2020 nel parco pubblico adiacente al campo rom e alla scuola dell’Albuccione.G. A., insieme ad altri minorenni, avrebbe accerchiato la vittima all’epoca 15enne mentre era da sola al buio, compiendo atti sessuali, come toccarla su seno e glutei al di sopra dei vestiti.A quel punto la ragazzina avrebbe tentato di fuggire, ma cadde in terra e il gruppo continuò a palpeggiarla tentando di denudarla.Il genitore raccontò di essere intervenuto in soccorso della figlia che gridava e si divincolava, ma il gruppo lo avrebbe prima aggredito e poi sarebbe fuggito. “All’esito dell’ascolto di tutti i testimoni in aula, la versione fornita dalla ragazza nel corso delle indagini si è rivelata infondata e contraddetta dallo stesso padre della presunta vittima – spiega l’avvocato Giorgio Fina – Infatti la ventenne ha in un primo momento riferito di esser stata aggredita da quattro persone, ma successivamente ha affermato che fossero solo due gli aggressori. La stessa ha inoltre dichiarato di non conoscere l’imputato ma di aver indicato agli inquirenti il suo nominativo tra gli aggressori poiché riferitole da terze persone rimaste ignote e la cui presenza sul luogo è rimasta indimostrata”.“Il padre della ragazza – aggiunge il legale del 25enne rom assolto – contrariamente a quanto detto dalla figlia, ha affermato in aula invece che la figlia e l’imputato si conoscevano e frequentavano gli stessi luoghi. Inoltre la ragazza, sentita nelle forme protette con l’ausilio di una psicologa, sebbene più volte incalzata dal tribunale, non ha mai riferito di aver subito palpeggiamenti o atti sessuali, affermando esclusivamente che le sarebbero stati strappati la maglietta ed i pantaloni”.“Per queste ragioni – conclude l’avvocato Giorgio Fina – lo stesso pubblico ministero ha richiesto la assoluzione dell’imputato, ammettendo che l’impianto accusatorio fosse più che lacunoso. La difesa dell’imputato ha condiviso le valutazioni del pubblico ministero evidenziando come il controinterrogatorio si sia rivelato fondamentale per far emergere la verità rispetto ad un racconto della ragazza influenzato dalla sua fragilità ma che, se ritenuto veritiero, avrebbe potuto avere effetti devastanti sulla vita dell’imputato”.L'articolo GUIDONIA - “Io, violentata da un gruppo di rom”: non era vero proviene da Tiburno Tv.