Fibercop mette nero su bianco la propria strategia sulla sostenibilità, pubblicando la sua prima rendicontazione Esg. Il documento delinea obiettivi, risultati e linee di sviluppo con cui l’azienda intende accompagnare la realizzazione della rete di nuova generazione, con un orizzonte di lungo periodo per cittadini, imprese e territori. Per la società controllata dal fondo americano Kkr, partecipata dal Tesoro e da F2i e che nel 2024 ha acquistato da Tim la rete primaria e secondaria, il percorso di sostenibilità dell’azienda si fonda su tre pilastri, ovvero Planet, People e Prosperity, che orientano in modo coerente e integrato l’impegno ambientale, sociale e di governance.Sul fronte ambientale, per esempio, Fibercop ha definito un piano di transizione e decarbonizzazione che prevede una riduzione del 70% delle emissioni di CO₂ entro il 2030 e il raggiungimento del Net-Zero entro il 2040 per le proprie emissioni. Tali obiettivi sono stati validati dalla Science based targets initiative a luglio 2025, confermandone la coerenza con le evidenze scientifiche e con gli scenari climatici internazionali. Nel dettaglio, rispetto all’anno base 2023, l’azienda ha ridotto del 36% le emissioni di Scope 1 e 2 e del 65% le emissioni di Scope 3 – Categoria 13, superando la traiettoria prevista dal piano di decarbonizzazione.Non è tutto. Nel corso del 2025 Fibercop ha conseguito significativi avanzamenti anche sul piano sociale. La continua crescita delle competenze, con oltre 18 mila persone di FiberCop, insieme alla salute e sicurezza, “rappresentano infatti un pilastro della cultura aziendale che si sostanziano in riconoscimenti quali: la certificazione ISO 45001 per 150 siti con personale”, spiegano dall’azienda. Sono state inoltre confermate le certificazioni in materia di parità di genere, diversità e inclusione, a testimonianza di un impegno strutturato nella valorizzazione delle persone.In questo percorso si inserisce anche la progressiva evoluzione dell’equilibrio di genere: a fronte di una presenza femminile pari al 23% del totale, la quota di donne nei ruoli dirigenziali raggiunge il 28%, evidenziando una dinamica positiva nei percorsi di crescita e leadership. Sul fronte prosperity oltre all’adozione del nuovo codice etico, delle politiche sui diritti umani e sull’ambiente e del codice di condotta dei fornitori, è stato avviato il programma Building Network, iniziativa di coinvolgimento della catena dei fornitori per sensibilizzarli su temi e performance di natura Esg, pensato per favorire la crescita dell’ecosistema e affrontare in modo condiviso le sfide della transizione sostenibile.