Hiv ‘sparito’ dopo il trapianto di staminali, il paziente di Oslo

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Buone notizie sul fronte della lotta all’Hiv: ancora un paziente in remissione dopo il trapianto di cellule staminali ematopoietriche. Dopo il celebre caso del ‘paziente di Berlino’, quello di Düsseldorf e un pugno di altri successi, questa volta su ‘Nature Microbiology’ si ricostruisce il caso di un uomo di 63 anni di Oslo. Il paziente, sottoposto a un trapianto di cellule staminali ematopoietiche donate dal fratello per un tumore del sangue, non presenta tracce di virus a più di 5 anni dall’intervento, mentre 24 mesi dopo il trapianto le terapie antiretrovirali erano state sospese.L’Hiv e la mutazione chiaveIl primo caso di remissione a lungo termine dopo un trapianto è stato segnalato nel 2009. Da allora lo stesso fenomeno si è ripetuto in un pugno di casi, descritti in letteratura scientifica. Quasi tutti i pazienti avevano ricevuto cellule staminali caratterizzata dalla mutazione CCR5Δ32, che le rende ‘resistenti’ al l’Hiv. Il paziente di Oslo nel 2020 era stato sottoposto a un trapianto di cellule staminali per curare un tumore del sangue (sindrome mielodisplastica). “Il paziente di Oslo è, insieme al paziente del City of Hope (63 anni), uno dei più anziani ad aver raggiunto la remissione dell’Hiv dopo il trapianto di cellule staminali ematopoietiche (HSCT)”, scrivono i ricercatori dell’ospedale di Oslo che l’hanno seguito.“Sebbene il trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche non sia una strategia scalabile per la cura dell’Hiv a causa dell’elevata mortalità correlata alla procedura, che si verifica più spesso entro il primo anno dal trapianto, rimane giustificato per prevenire recidive maligne altrimenti fatali”, concludono gli autori.Questo articolo Hiv ‘sparito’ dopo il trapianto di staminali, il paziente di Oslo proviene da LaPresse