Il governo fa infuriare i cinesi: “Noi discriminati dal golden power su Pirelli, ripercussioni sugli investimenti in Italia”

Wait 5 sec.

Il caso Pirelli apre un solco tra Pechino e Roma, tanto da far fare marcia indietro alla Cina sugli investimenti in Italia. Il conglomerato statale cinese Sinochem minaccia azioni legali, ma non solo, perché si ritiene discriminato dal decreto ai sensi del golden power con il quale il governo italiano venerdì scorso ha imposto delle durissime restrizioni alla sua controllata Marco Polo International Italy, che dal 2017 è il primo azionista di Pirelli con il 34,1% della società.In particolare, secondo quanto emerso nei giorni scorsi, Roma ha messo un tetto massimo al numero dei consiglieri di amministrazione che potranno essere nominati dai cinesi: non potranno essere più di tre su quindici e non potranno rivestire l’incarico di presidente, vicepresidente e amministratore delegato né presiedere comitati. Inoltre il governo ha vietato alla società controllata da Pechino di vendere le azioni Pirelli a soggetti collegati, controllati o controllanti né tanto meno della State-owned Assets Supervision and Administration Commission of the State Council (Sasac) di Pechino. Da parte sua Pirelli è tenuta a rifiutare ogni richiesta che esuli dal normale esercizio delle prerogative dei soci e a non attuare qualsiasi iniziativa gestionale o organizzativa che provenga da soggetti riconducibili al Sasac del governo di Pechino.In altre parole agli investitori cinesi viene impedito di esercitare qualsiasi attività di direzione e coordinamento sulla Bicocca e, in particolare, viene imposto di assicurare piena autonomia a Pirelli in merito a una serie di punti come la gestione dei rapporti con la clientela e con i fornitori, nonché di assicurare che il gruppo degli pneumatici predisponga autonomamente i piani strategici, industriali, finanziari e i budget. Il provvedimento arriva a valle di oltre un anno di fortissime tensioni tra l’azionariato italiano e quello cinese. L’occasione è stata la scadenza definitiva dell’accordo che legava da sette anni Sinochem a Marco Tronchetti Provera con Camfin (26,18%), che ha aperto una finestra per un intervento del governo sull’azionista straniero della società degli pneumatici.“La Società ritiene che le restrizioni amministrative previste dal decreto ledano i legittimi diritti e interessi che gli spettano in qualità di azionista ai sensi del diritto societario italiano e dello Statuto di Pirelli. Tali misure sono discriminatorie e avranno inevitabilmente un impatto negativo sul clima degli investimenti in Italia“, si legge in una nota divulgata da Marco Polo nella serata di lunedì 13 aprile. Nella quale la società si dice profondamente rammaricata per la decisione del governo italiano e “si riserva il diritto di intraprendere ogni azione legale necessaria a tutela dei propri legittimi diritti e interessi in qualità di azionista”.L'articolo Il governo fa infuriare i cinesi: “Noi discriminati dal golden power su Pirelli, ripercussioni sugli investimenti in Italia” proviene da Il Fatto Quotidiano.