La lunga mano di Mantovano sulle nomine delle partecipate: il suo braccio destro nel Cda di Enel

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Passerà direttamente dagli uffici di Alfredo Mantovano a quelli di Enel, con una poltrona assicurata per altri tre anni. C’è posto anche per il fedelissimo del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel giro di nomine nelle partecipate predisposto dal ministero dell’Economia. Si chiama Alessandro Monteduro e con il Mister Wolf di Giorgia Meloni condivide praticamente tutto: le origini salentine, il mondo cattolico e, fino a oggi, anche le stanze di Palazzo Chigi, visto che da circa due anni è il capo di gabinetto dell’Autorità delegata alla Sicurezza della Repubblica. Praticamente il principale collaboratore del sottosegretario nel coordinamento della sua delega ai Servizi segreti, dopo essere stato nominato già nel 2022 suo consigliere politico.Adesso potrà stare tranquillo almeno fino al 2029, quando scadrà il Consiglio di amministrazione di Enel, ruolo per il quale è stato designato dal Mef. Intascherà una bella cifra: dalla relazione del 2025 sulla remunerazione della partecipata, si evince che i consiglieri hanno guadagnato in media circa 140mila euro lordi tra compenso fisso (80mila euro) e la partecipazione ai comitati. È solo l’ultima scalata dello storico collaboratore di Mantovano. Il sodalizio è iniziato nel 1996 quando Monteduro divenne portavoce e consigliere politico, quindi per dieci anni – dal 2001 al 2011 – è stato il suo capo della segreteria particolare al Viminale.Nei palazzi del potere ha collaborato anche con Giulia Bongiorno in Commissione Giustizia, con Stefano Dambruoso nel Collegio dei Questori e con il sottosegretario all’Interno Carlo De Stefano. Dal 2023 è anche componente del Consiglio Nazionale per la Cooperazione allo Sviluppo, organo che fa capo al ministero degli Esteri. Sempre dalla Farnesina, nel 2017, era stato nominato come componente dell’Osservatorio sulla Libertà Religiosa.Ed è proprio nell’ambito religioso che affonda le radici la stretta relazione tra Monteduro e Mantovano. I due, infatti, condividono una lunghissima esperienza ai vertici di Aiuto alla Chiesa che soffre, fondazione internazionale di diritto Pontificio che si occupa dal 1947 del sostegno ai cristiani perseguitati nel mondo dall’Egitto all’Iraq passando per Siria e Burkina Faso. Monteduro ne è stato direttore tra il 2015 e il 2024, mentre Mantovano è stato a lungo il presidente. La poltrona di Enel non sarà la prima sulla quale lo stretto collaboratore del sottosegretario siederà: tra il 1995 e il 2008 è stato consigliere di SGT (Società Gestione Terminali Ferro Stradali) e Società Gestione Romano spa.L'articolo La lunga mano di Mantovano sulle nomine delle partecipate: il suo braccio destro nel Cda di Enel proviene da Il Fatto Quotidiano.