L’ex avvocato di Gianni Di Vita parla a Open, l’addio sul caso della madre e figlia avvelenate: «Si preferiscono i partiti alle professionalità»

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«Si preferiscono i partiti alle professionalità. So solo che questo Vittorino Facciolla è un consigliere regionale, un comunista. So che Di Vita ha lavorato con lui». Non usa giri di parole l’avvocato Arturo Messere, storico penalista del Foro di Campobasso, che a Open spiega le ragioni dell’addio alla difesa di Gianni Di Vita, l’ex sindaco e commercialista di Pietracatella coinvolto nel giallo della morte della moglie e della figlia per sospetto avvelenamento da ricina. Il nuovo difensore, infatti, noto legale e consigliere regionale, ha condiviso in passato con Di Vita la militanza politica nel Pd, partito del quale l’ex sindaco è stato a lungo tesoriere regionale.La rinuncia formaleLa notizia era nell’aria, ma è diventata ufficiale oggi, 10 aprile 2026. Con una comunicazione formale inviata via PEC, di cui Open ha preso visione, l’avvocato Messere ha dichiarato di rinunciare «ad ogni effetto e conseguenza di legge e per motivi contingenti, al mandato difensivo a suo tempo conferitogli». La rinuncia è stata notificata per opportuna conoscenza, oltre che a Di Vita, anche alle Procure della Repubblica di Campobasso e di Larino, che coordinano le indagini sul duplice omicidio premeditato contro ignoti.Il legale: «Ecco perché ho rinunciato»Interpellato sulla decisione di farsi da parte, l’ormai ex legale di Di Vita ha mostrato un mix di distacco professionale e amarezza per le dinamiche che hanno portato al cambio della guardia. «Perché ho rinunciato? Per motivi contingenti, non posso e non è il caso che aggiunga altro», ha spiegato a Open Messere, sottolineando però la sua lunghissima carriera: «Ho più di 80 anni e 54 di professione. Ho fatto i processi più grossi d’Italia e non mi interessa più di tanto. Sono sereno, molto sereno». Il clima tra i due sembra essersi gelato definitivamente dopo l’ultimo lungo interrogatorio in questura a cui è stato sottoposto Di Vita. Alla domanda se si siano sentiti dopo l’invio della rinuncia, Messere è categorico: «No, assolutamente no. E non ho intenzione di sentirlo».L’incarico a Vittorino FacciollaAl posto di Messere, la difesa di Gianni Di Vita passerà nelle mani di Vittorino Facciolla, noto avvocato ma soprattutto esponente di spicco del PD molisano ed ex segretario regionale. Un legame, quello tra Di Vita e Facciolla, che affonda le radici nella comune militanza politica (Di Vita è stato tesoriere del partito), ma che Messere sembra leggere come una scelta dettata da logiche extra-giuridiche proprio nel momento più delicato dell’inchiesta. «Si preferiscono i partiti alle professionalità», ha detto con amarezza Messere, che ha anche rivendicato con forza la paternità della rinuncia e ha preferito non commentare le indiscrezioni su possibili rotture personali con il suo (ormai ex) assistito.Le indaginiMentre il fronte legale cambia assetto, l’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi (50 anni) e della figlia Sara (15 anni) prosegue con gli investigatori della Squadra Mobile che stanno cercando di ricostruire i passaggi della ricina, il potente veleno che avrebbe ucciso le due donne tra il 27 e il 28 dicembre scorso dopo i pasti consumati tra il 23 e il 24 dicembre. Occhi puntati sulle dichiarazioni di Di Vita, che agli inquirenti ha riferito di «non ricordare» i dettagli della cena del 23 dicembre, l’unico pasto a cui non aveva partecipato la figlia primogenita Alice. Attesa anche la relazione dal Centro Antiveleni di Pavia, che potrebbe portare l’inchiesta a una svolta.L'articolo L’ex avvocato di Gianni Di Vita parla a Open, l’addio sul caso della madre e figlia avvelenate: «Si preferiscono i partiti alle professionalità» proviene da Open.