AGI - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che l'Iran sta facendo un "pessimo lavoro" nel consentire il passaggio del petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. "Questo non è l'accordo che abbiamo!", ha affermato Trump in un post su Truth Social.Il presidente Usa ha messo anche in guardia l'Iran contro l'imposizione di pedaggi alle navi che intendono attraversare Hormuz. Trump, sempre su Truth, ha riportato "informazioni secondo cui l'Iran sta facendo pagare una tassa alle petroliere che attraversano lo Stretto ". "È nel loro interesse non farlo, e se lo stanno facendo, farebbero meglio a smetterla subito!", ha aggiunto. In un altro messaggio il tycoon ha affermato: "Molto presto vedrete il petrolio scorrere a fiumi, con o senza l'aiuto dell'Iran". Sirene antiaeree in tutto IsraeleAllerta antiaerea in tutto Israele nelle prime ore di oggi, compreso il centro commerciale di Tel Aviv e la città costiera meridionale di Ashdod, a seguito del lancio di razzi dal Libano. I continui scontri tra Israele e Hezbollah, sostenuto dall'Iran, stanno mettendo a dura prova la fragile tregua raggiunta tra Stati Uniti e Iran.Israele e Hezbollah si sono scambiati ripetutamente colpi di arma da fuoco ieri. Il Comando del Fronte Interno dell'esercito israeliano ha emesso allerte per diverse aree a seguito del lancio di razzi, tra cui l'area di Tel Aviv e le comunità meridionali lontane dal confine con il Libano. Non ci sono state segnalazioni di vittime, ma i media israeliani hanno riferito che i sistemi di difesa aerea hanno intercettato almeno un razzo in arrivo.L'ipotesi di un tavolo a Washington"Continueremo a colpire Hezbollah con forza, precisione e determinazione", ha scritto Netanyahu su X a metà giornata. Poi la svolta e la decisione di accogliere la richiesta di Beirut. Il primo incontro si dovrebbe tenere la settimana prossima al dipartimento di Stato, a Washington, a livello di ambasciatori: l'americano Michel Issa, l'israeliano Yechiel Leiter e il libanese Nada Hamadeh-Moawad. Ma nel frattempo, niente stop alle armi, nonostante ripetute richieste anche da altri alleati di ferro.