Marmolada, georadar e droni sul ghiacciaio alla ricerca di segnali di instabilità

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Tre anni dopo il tragico crollo del luglio 2022, il Gruppo di lavoro glaciologico-geofisico per lo studio della Marmolada — che comprende dell’Università di Parma e l’Università di Padova, con ricercatori dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) — ha avviato una campagna di indagini geofisiche sul ghiacciaio di Punta Penia, completando nei giorni scorsi le misure sul campo. L’obiettivo è stabilire se questo settore residuale del ghiacciaio della Marmolada presenti condizioni di instabilità potenziale: forma, quota e dimensioni, osservate in superficie, indicano la necessità di un’analisi approfondita. I dati raccolti con georadar multibanda su drone e da terra saranno ora elaborati per costruire modelli numerici della massa glaciale e valutare gli scenari di pericolosità, anche in previsione delle future ondate di calore. Lo stesso approccio sarà esteso all’Adamello, il più grande ghiacciaio delle Alpi italiane.{"@context": "http://schema.org","@type": "VideoObject","name": "Marmolada, georadar e droni sul ghiacciaio alla ricerca di segnali di instabilità","description": "Marmolada, georadar e droni sul ghiacciaio alla ricerca di segnali di instabilità","thumbnailUrl": "https://img.lapresse.it/2026/04/09/d987ec5c6c5abe6721188f1b18281848-1200x675.jpg","uploadDate": "2026-04-09T14:03:47+02:00","contentUrl": "https://videolapresse-meride-tv.akamaized.net/exposed/folder29/1775731746_bd67716cadb7151979c8ac54a30417ee_lapresse_hd.mp4"}Questo articolo Marmolada, georadar e droni sul ghiacciaio alla ricerca di segnali di instabilità proviene da LaPresse