Sarà un aprile caldo all’Aran: nei prossimi giorni riparte il confronto per il rinnovo dei contratti della sanità 2025-2027. L’Agenzia ha convocato le organizzazioni sindacali per il 22 e il 29 aprile prossimi. Per il comparto sanità, che coinvolge circa 593mila dipendenti, l’incontro è fissato per il 22 aprile alle ore 11.Per l’Area sanità – relativa a dirigenti medici, sanitari, veterinari e delle professioni sanitarie – pari a circa 138mila dipendenti, la convocazione è prevista per il 29 aprile alle ore 15.“Con queste convocazioni apriamo una fase nuova per la gestione del personale della sanità pubblica”, dice il presidente Aran, Antonio Naddeo. “Dobbiamo costruire con i sindacati un contratto che dia risposte concrete a chi ogni giorno garantisce servizi essenziali ai cittadini: più attenzione alle condizioni di lavoro, più valorizzazione delle competenze e un’organizzazione capace di sostenere davvero il cambiamento. La sfida è rafforzare il Servizio sanitario nazionale partendo dalle persone”.I temi sul tavolo per i lavoratori della sanitàNaddeo ha le idee chiare. ”La trattativa affronterà i temi dell’attrattività del Servizio sanitario nazionale, del miglioramento delle condizioni di lavoro e della valorizzazione delle professionalità. Particolare attenzione sarà dedicata, per il comparto, agli aspetti organizzativi, alla conciliazione tra vita e lavoro e allo sviluppo delle competenze, anche in chiave di innovazione e digitalizzazione; per la dirigenza, alla valorizzazione degli incarichi e delle responsabilità, al rafforzamento del ruolo nei processi decisionali e al contributo all’innovazione clinica, organizzativa e digitale del sistema sanitario”.La reazione di Anaao“Accogliamo favorevolmente la convocazione dell’apertura delle trattative per il rinnovo del Ccnl 2025-2027 a soli due mesi dalla chiusura del precedente. Ma auspichiamo che le buone notizie non si fermino qui”, dice il segretario nazionale dell’Anaao Assomed Pierino Di Silverio. Il sindacato è pronto a sedersi al tavolo convocato per il 29 aprile “e non farà mancare per l’intera durata della trattativa una presenza vigile e attenta affinché vengano garantiti alcuni punti cardine. Infatti, dopo aver sottoscritto un accordo ‘di transizione’, il prossimo contratto dovrà necessariamente contenere tutte le risposte che i colleghi e le colleghe attendono da troppo tempo. Perché non firmeremo un qualsiasi contratto, ma solo ed esclusivamente un contratto innovativo che migliori concretamente condizioni di lavoro, aldilà degli aspetti economici.”“Ci impegneremo per portare a casa un sistema di carriere più veloce e meno clientelare e il rispetto per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Dobbiamo restituire alla nostra professione quell’appeal che ha perso a causa di una crisi senza precedenti grazie alla quale i luoghi di lavoro sono ormai diventati delle gabbie dove scarseggiano le più elementari regole di sicurezza”, dice il leader Anaao, auspicando “un’organizzazione capace di sostenere davvero il cambiamento. Noi siamo pronti e disponibili al confronto a patto però che vengano rispettate le esigenze di tutti: non soltanto le priorità del datore di lavoro ma anche quelle dei lavoratori”. E quella di Cimo FesmedLa ripresa delle trattative è accolta con favore anche dalla Federazione Cimo-Fesmed, che ringrazia il ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, per aver finalmente riallineato i contratti al periodo di riferimento, e il Presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, per aver avviato tempestivamente il confronto.D’altra parte il sindacato si dice preoccupato per l’atto di indirizzo emanato dalle Regioni, “che potrebbe preludere a un arretramento della parte normativa del contratto, in particolare sull’orario di lavoro, nel tentativo di sopperire alla carenza di personale”. “Se mancano medici, è necessario rimuovere il tetto alla spesa per il personale e procedere con nuove assunzioni. Il problema del fabbisogno non può e non deve ricadere sul contratto di lavoro”, dichiara il presidente Guido Quici, che avverte: “Non firmeremo contratti al ribasso. Non accetteremo arretramenti e non consentiremo lo smantellamento di diritti conquistati in anni di trattative, a partire da orario di lavoro, attività fuori sede e pronta disponibilità”.L’obiettivo per il numero uno Cimo è chiaro: “Difendere i dirigenti in ogni sede e pretendere il pieno rispetto dei contratti. Oggi stimiamo che nel 95% delle Aziende i contratti 2019-2021 e 2022-2024 non siano ancora applicati. Una situazione inaccettabile, che svilisce gli accordi nazionali e dimostra l’incapacità del sistema di garantire regole uniformi. Porteremo proposte concrete su alcuni punti qualificanti – conclude Quici – a partire da una revisione profonda della libera professione, ormai ancorata a modelli superati, e dall’introduzione dell’obbligo del 51% della rappresentatività aziendale per la firma dei contratti decentrati”. Sarà un aprile di attesa per 731mila operatori della sanità.Questo articolo Sanità, al via le trattative per il contratto. Gli appuntamenti all’Aran e le intenzioni dei sindacati proviene da LaPresse