Alla vigilia del question time al quale è stato chiamato il ministro della Cultura Alessandro Giuli per rispondere sul mancato finanziamento al documentario su Giulio Regeni, si dimettono due importanti esperti della commissione del ministero delegati a valutare le opere meritevoli del tax credit. Si tratta, come apprende LaPresse, di Massimo Galimberti, consulente editoriale e story editor per progetti cinematografici e televisivi, e del critico cinematografico Paolo Mereghetti. Entrambi stamattina hanno scritto una lettera al capo della Direzione Cinema e audiovisivo Carlo Giorgio Brugnoni con la quale comunicavano la loro decisione. Il 25 gennaio 2016, Giulio Regeni venne rapito a Il Cairo, in Egitto. Il corpo martoriato del dottorando dell’Università di Cambridge è stato trovato senza vita il 3 febbraio. A processo per la sua morte ci sono quattro agenti dei servizi segreti egiziani.Mereghetti: “Dimesso per sottolineare mia distanza da certe scelte““Ho mandato stamattina una lettera di dimissioni dal mio ruolo, non solo sul documentario di Regeni ma diciamo che nella lettera di dimissioni volevo sottolineare la mia distanza da certe scelte, un discorso di coerenza”. Lo ha detto a LaPresse il critico cinematografico Paolo Mereghetti, confermando la decisione di dimettersi dall’incarico di esperto consulente della commissione del MiC che valuta il riconoscimento di finanziamenti ai film meritevoli. Tra questi, sta facendo molto discutere la decisione di non riconoscere tali fondi al documentario su Giulio Regeni. “Vorrei evitare di aumentare le polemiche – aggiunge Mereghetti al telefono – ma sottolineo che io avevo già difeso il documentario su Regeni su Io Donna”. Come Mereghetti, anche l’esperto Massimo Galimberti ha rassegnato le dimissioni dallo stesso ruolo.Domani Giuli risponde al question time alla Camera Il gruppo del Partito democratico della Camera ha depositato l’interrogazione al ministro della Cultura Alessandro Giuli, che domani dovrà rispondere nel corso del question-time alla Camera, sul mancato riconoscimento dei contributi pubblici al documentario su Giulio Regeni. L’atto, a prima firma della segretaria del Pd Elly Schlein, contesta fortemente la decisione del Ministero della Cultura e le nuove norme che hanno politicizzato il finanziamento delle produzioni cinematografiche e non è un caso che oggi due componenti della commissione di valutazione si siano dimessi. Nel testo si sottolinea come “il documentario ‘Giulio Regeni, tutto il male del mondo’ sia stato giudicato ‘non meritevole di sostegno pubblico’, con una decisione che ‘appare difficilmente comprensibile e priva di adeguata motivazione'”. I dem parlano di una scelta “soltanto politica”, evidenziando “l’anomalia di una bocciatura che colpisce un’opera già realizzata, premiata e ampiamente riconosciuta”. Secondo il Pd, le nuove regole avrebbero determinato “una forte centralizzazione politica delle scelte”, “riducendo i meccanismi automatici e trasparenti” e “orientando di fatto anche le scelte artistiche”. Nel mirino anche la “composizione della commissione incaricata della selezione”, rispetto alla quale “sono stati sollevati dubbi circa la piena imparzialità delle scelte”. Al ministro viene quindi chiesto di chiarire, in modo puntuale, le ragioni dell’esclusione e quindi “quali siano le motivazioni che avrebbero determinato l’esclusione del documentario ‘Giulio Regeni, tutto il male del mondo’ dai finanziamenti pubblici, tali da chiarire in modo inequivocabile che la decisione sia stata assunta esclusivamente sulla base di criteri tecnici e oggettivi, escludendo qualsiasi condizionamento di natura politica”. L’interrogazione è sottoscritta da Elly Schlein, Chiara Braga, Irene Manzi, Matteo Orfini, Giovanna Iacono, Mauro Berruto, Gianni Cuperlo, Valentina Ghio, Sara Ferrari, Andrea Casu e Federico FornaroQuesto articolo Caso Regeni, Mereghetti e Galimberti si dimettono dalla commissione del Ministero della Cultura proviene da LaPresse