Il Canada bussa al Gcap e il progetto potrebbe cambiare forma

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Quando un programma militare comincia ad attirare nuovi Paesi, vuol dire che ha superato la soglia della sola promessa industriale e della sola intesa diplomatica. Sta diventando un polo di convergenza, un progetto capace di produrre effetti politici, strategici e industriali anche oltre il nucleo dei partner originari. È il punto in cui si trova oggi il Gcap, il programma per il caccia di nuova generazione sviluppato da Italia, Regno Unito e Giappone, dopo l’indiscrezione del Financial Times sull’attivismo del Canada per ottenere un ruolo di osservatore. La notizia aggiunge una dimensione ulteriore a un’iniziativa che sta acquistando peso proprio mentre comincia a richiamare interessi esterni.La mossa di Ottawa nel momento chiave del programmaSecondo quanto ricostruito dal Financial Times attraverso persone a conoscenza del dossier e un funzionario del governo canadese, Ottawa vuole partecipare al Gcap come Paese osservatore. La spinta rientra nel tentativo di “diversificare gli approvvigionamenti della difesa e rafforzare la partnership con alleati che condividono lo stesso orientamento”. Il governo canadese avrebbe già trasmesso una richiesta formale al Regno Unito, mentre lettere indirizzate a Italia e Giappone sarebbero destinate a seguire a breve. Lo status di osservatore consentirebbe a Ottawa di accedere ad alcune informazioni riservate del progetto, così da valutare in una fase successiva un eventuale ingresso come acquirente oppure come partner nello sviluppo.L’ipotesi canadese prende forma mentre il Gcap sta guadagnando una struttura più concreta. Il recente contratto internazionale affidato a Edgewing ha rafforzato il coordinamento industriale tra i tre Paesi fondatori e ha dato al programma una fisionomia più definita. Nello stesso tempo, attorno al progetto si è intensificata l’attenzione di altri attori. Anche la Polonia ha valutato un possibile coinvolgimento, segno che il Gcap viene ormai percepito come una piattaforma capace di attrarre nuovi partner. Sempre secondo il Financial Times, una decisione sul Canada potrebbe arrivare in una riunione prevista a luglio. In passato, però, tra i tre partner originari erano emerse differenze di vedute sull’ipotesi di allargare il perimetro del programma, anche se l’ammissione di Ottawa viene ora considerata probabile.I risvolti politici e industrialiL’aspetto più rilevante non è soltanto l’interesse canadese in sé. Conta il fatto che il Gcap cominci a essere abbastanza solido da richiamare un Paese del perimetro nordamericano proprio mentre Ottawa cerca più margine sul piano strategico e industriale. Questo rafforza il profilo del programma e ne accresce la credibilità internazionale.Un’apertura può ampliare la base politica e industriale del progetto e consolidarne il peso. Però ogni allargamento rimette subito al centro questioni molto concrete, dalla governance all’accesso tecnologico fino ai ritorni industriali. Per questo la mossa canadese conta già prima di qualsiasi decisione formale. Misura la capacità di attrazione del Gcap, ma soprattutto mette alla prova la sua tenuta politica nel momento in cui il programma prova a passare da cooperazione a tre a piattaforma più ampia.