Crosetto rivela gli atterraggi nelle basi Usa degli ultimi 8 anni. Tensione alla Difesa: il rischio che abbia citato anche dati segreti

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Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel rispondere all’interpellanza urgente oggi 7 aprile alla Camera ha spinto sull’acceleratore della polemica. Gil veniva chiesto conto degli atterraggi da parte di velivoli da combattimento americano in particolare nella base Usa di Sigonella (atterraggio che almeno in una circostanza è stato negato) e lui, nell’argomentare di quanto e come anche i governi di centrosinistra hanno dato l’ok ad atterraggi e decolli di velivoli militari ha dato un elenco dettagliatissimo. Troppo, secondo ambienti della Difesa consultati da Open. Al punto che ci sarebbe stata più di una preoccupazione perché ci sarebbe il rischio che alcuni di questi velivoli citati siano oggetto proprio degli accordi secretati che regolano il funzionamento delle basi Usa in Italia. O che esperti, magari di paesi non alleati, possano dedurre da questi elenchi dettagli finora segreti. Cosa ha detto il ministroL’elenco fatto da Crosetto parte dal 2018, quindi da un anno di transizione tra il governo di Paolo Gentiloni e il Conte I. E’ cambiato qualcosa rispetto al passato? Si chiede Crosetto: «La risposta è no, ecco i dati». Ed è qui che parte un elenco massivo ma con alcune categorie specificate e in qualche caso anche con il numero di atterraggi per velivolo. «Nel 2018 per esempio ad Aviano ci sono stati 525 atterraggi autorizzati con voli cargo di quattro tipologie diverse, di questi 525, 43 erano catalogati come “hot cargo” cioè trasportavano materiale da trattare con cautela e armamenti; 120 volte sono state autorizzate al transito velivoli da combattimento degli Stati Uniti di quattro tipologie diverse, 35 volte sono transitati elicotteri». «Nel 2019, 628 volte sono state autorizzate velivoli da trasporto, di questi 52 erano “hot cargo” cioè con materiale speciale di armamento, 44 velivoli di da combattimento di tre tipologie diverse, 107 transiti di elicotteri; nel 2020 sono stati 528 i voli logistici, di quattro diversi tipi, 51 erano hot cargo 28 veicoli da guerra ,32 elicotteri; Nel 2021: 505 sono stati autorizzati 43 erano hot cargo, sempre da trasporto, 59 gli F15, 24 gli elicotteri; nel 2022 609 gli atterraggi e transiti di cui 62 si volte trattava di hot cargo e 172 i transiti di veicoli da combattimento».La situazione a Sigonella«Su Sigonella sono di più», prosegue Crosetto: «Nel 2019 2547 volte sono stati autorizzati atterraggi e transiti di cui 271 volte erano hot cargo, 18 transiti di velivoli da combattimento, 28 volte di elicotteri, 98 i voli di assetti a pilotaggio remoto, cioè tre volte quelli dell’anno scorso; nel 2020 sono stati 2081 sempre a sigonella gli atterraggi 178 volte si trattava di hot cargo. Semplifico: 1954 nel 2021, 195 volte erano cariche di armamenti , nel 2022, 2919 volte e 273 erano carichi di armamenti, oltre a 15 transiti di F-18 ,177 di elicotteri, 1293 i voli di assetti a pilotaggio remoto. Mi fermo sui velivoli a pilotaggio remoto; 898 nel 2019; 755 nel 2020; 805 nel 2021; 1293 nel 2022; 246 nel 2023; 466 nel 2024; 338 nel 2025».I dati sono aggregati, certo, ma per in alcuni casi i numeri sono abbastanza piccoli da essere intellegibili dagli esperti. In più in alcuni casi viene specificata la tipologia di velivolo e dunque anche il tipo di armamento di cui dispongono. Una apertura che sarebbe stata vista con preoccupazione in ambienti della Difesa perché potrebbero rappresentare, almeno potenzialmente, una violazione dei trattati che lo stesso Crosetto, anche oggi in aula, ha ribadito di voler rispettare. L'articolo Crosetto rivela gli atterraggi nelle basi Usa degli ultimi 8 anni. Tensione alla Difesa: il rischio che abbia citato anche dati segreti proviene da Open.