All’Istituto per ciechi Sant’Alessio Margherita Di Savoia, storico punto di riferimento per ciechi e ipovedenti (a Roma e non solo) i problemi di bilancio sono da anni una costante. Ma solo durante la gestione del direttore generale Massimo Canu, vicinissimo a Fratelli d’Italia, sarebbe iniziato il declino del servizio, almeno stando a quanto emerso da un’inchiesta di Fanpage, che ha raccolto le testimonianze dei lavoratori, dei pazienti e delle loro famiglie.Le dimissioni del direttore generale (marito della viceministra) e le proteste in Regione LazioCanu si è dimesso il 3 aprile, il giorno della pubblicazione dell’articolo, senza rilasciare alcun commento. Già il 19 marzo, la Regione Lazio aveva discusso il suo caso. Del resto la sua nomina è firmata a luglio 2024 dal governatore FdI Francesco Rocca: il Sant’Alessio infatti è un ente pubblico vigilato dalla Regione Lazio. In Commissione trasparenza, le opposizioni avevano puntato il dito sul direttore generale, sostenendo l’assenza di requisiti per la nomina al vertice dell’istituto. Il presidente della commissione, l’esponente del Pd Massimiliano Valeriani, aveva citato una “gestione completamente fuori controllo, con 35 lavoratori che si sono dimessi per incompatibilità ambientale, assunzioni di persone non qualificate, servizi al collasso, consulenze che sarebbero state affidate a parenti di dirigenti”. Perfino l’esponente Fdi Massimiliano Maselli, assessore regionale ai Servizi sociali, aveva descritto una “situazione ampiamente compromessa”. Massimo Canu è il marito della viceministra del lavoro Maria Teresa Bellucci. Stando a Fanpage, non mancano gli incroci tra Sant’Alessio e il governo Meloni.C’era una volta il servizio d’eccellenzaA marzo, prima che il caso arrivasse in regione Lazio, alla Pisana hanno protestato con un sit-in le famiglie dei pazienti, i lavoratori e sindacati del Sant’Alessio. A Fanpage, i genitori dei bimbi in cura hanno denunciato il declino del servizio, prima considerato un’eccellenza. Sotto accusa soprattutto la diminuzione del personale, con il rapido ricambio di medici e professionisti, esperti di alto profilo come neuropsichiatri, assistenti sociali, oculisti. “Mio figlio ha cambiato nel giro di pochi mesi quattro neuropsicomotricisti e non mi ricordo più quanti logopedisti”, ha dichiarato una mamma a Fanpage. Secondo la testata “gli ingressi di nuovi bambini sono quasi del tutto bloccati”, mentre si allungano le liste d’attesa. Oltre alle cure, anche le attività sociali sono state bruscamente interrotte. Ad esempio, “la rimozione degli spazi dedicati all’ausilioteca, un’area di 30 mq dove i piccoli utenti potevano provare e sperimentare i materiali didattici e tutti gli strumenti necessari ad affrontare la propria disabilità”. Non solo: cancellate “le attività ricreative nel parco dell’istituto” e “sospese tutte le attività sportive”. Fanpage registra anche gli ascensori rotti e l’assenza del servizio di portineria. Come non bastasse, secondo la testata, ad assistere circa 40 ricoverati solo due operatori socio-sanitari. Risultato: per carenza del personale, anche le persone in grado di controllare i bisogni fisiologici devono indossare il pannolone.Dal Sant’Alessio alle consulenze per il governo meloniLa testata online solleva anche il caso di una dirigente del Sant’Alessio con una consulenza da 20mila euro con il ministero della Disabilità, “avvistata in prima fila a manifestazioni per sostenere il Sì al referendum organizzate dalla viceministra Bellucci, consorte del direttore del Sant’Alessio”. Tra i nuovi assunti da Massimo Canu tre avvocati per le attività legali: uno dei tre “nel corso del 2025 – mentre offriva le sue prestazioni professionali al Sant’Alessio – ha avuto anche consulenza presso il ministero del Lavoro retribuita con 50mila euro, come esperto in supporto proprio della viceministra Bellucci”.In generale, la gestione dell’ex direttore generale è stata all’insegna del taglio dei costi per i problemi finanziari che da anni affliggono l’ente. Ma alcune spese sono state fortemente contestate dai famigliari dei pazienti e dal personale: come i 700 euro per un sacco di boxe, giustificati “nei documenti ufficiali da Canu come strumento per permettere all’utenza adulta (quindi per uomini e donne perlopiù anziani e affetti da disabilità) di ‘scaricare la tensione’”. Ma anche i 29 mila euro per il nuovo sito web “rifatto appena due anni prima, ma che secondo il direttore aveva costi di manutenzione troppo alti. E ancora, duemila euro per illuminare la facciata dalla Asp con i fasci di luce tricolore”.L'articolo Istituto per ciechi Sant’Alessio, si dimette il direttore vicino a Fdi dopo le accuse sulla gestione proviene da Il Fatto Quotidiano.