Perché per alcuni pazienti i farmaci funzionano bene e per altri no? La colpa è del Dna, almeno nel caso dei nuovi anti-diabetici a base di Glp-1. Circa una persona su dieci è infatti portatrice di una variante genetica che dimezza i benefici di questi nuovi farmaci prescritti per diabete e obesità.A mettere sotto il microscopio semaglutide & Co è un gruppo internazionale di ricercatori, coordinato tra gli altri dalla docente dell’Università di Parma Elisa Araldi, insieme a colleghi dell’Università di Oxford, di ETH Zurigo, dell’Università di Adelaide e di Stanford. La risposta è davvero interessante: una variante nel gene PAM può addirittura dimezzare l’efficacia di questi farmaci, come si legge su ‘Genome Medicine’. “La genetica può spiegare perché lo stesso farmaco funziona bene per alcune persone e quasi per niente per altre. Circa una persona su dieci con diabete di tipo 2 porta nel Dna una variante che dimezza l’efficacia dei farmaci GLP-1RA. Se avessimo un test per identificarle potremmo scegliere da subito la terapia giusta, risparmiando tempo, denaro e salute”, sottolinea Araldi. Ma vediamo meglio la ricerca.Un gene ufficio postale“Pensiamo al gene PAM come a un ufficio postale interno del corpo. Il suo compito è ‘timbrare’ certi ormoni prima che possano essere consegnati e funzionare. Senza quel timbro, l’ormone arriva a destinazione ma non viene riconosciuto. Chi ha una variante difettosa di PAM ha, di fatto, un ufficio postale che funziona male. E uno degli ormoni che ne soffrono di più è proprio il Glp-1”, spiega la docente di Biochimica all’Università di Parma.Il gene infatti produce l’unico enzima del corpo umano capace di eseguire un processo chimico chiamato amidazione: una modifica finale che rende attivi molti ormoni, incluso il Glp-1. Lo studio ha scoperto che due varianti genetiche nel gene PAM, chiamate p.S539W (presente in circa 1 persona su 50) e p.D563G (in circa 1 su 10), riducono notevolmente l’attività di questo enzima.Piccole sviste nel DnaQueste varianti sono piccole ‘sviste’ nel libro del Dna presenti fin dalla nascita, che alterano il funzionamento dell’enzima. Da sole non causano malattie, ma possono influenzare il modo in cui il corpo risponde, appunto, a determinati farmaci. Si ereditano dai genitori come qualunque altra caratteristica genetica.Risultato? In questi casi la terapia sembra funzionare poco, ma non si sa perché. Se confermati da ulteriori studi, questi risultati aprono la strada a un semplice test genetico da fare prima di prescrivere un medicinale a base di Glp-1. Per rendere la terapia contro diabete e obesità più mirata ed evitare cure inutili nei pazienti che non ne beneficiano.Questo articolo Farmaci: ecco perché in alcune persone gli anti-diabete funzionano meno proviene da LaPresse