Alfredo Cospito si vedrà probabilmente prorogare di almeno due anni la misura del 41 bis. Lo riferiscono fonti del ministero della Giustizia. La data di scadenza del primo provvedimento sull’anarchico, detenuto nel carcere di massima sicurezza a Sassari, risale al decreto ministeriale del 4 maggio 2022 ed è proprio a ridosso di quella data che l’asticella verrebbe ancora spostata al 2028 a seguito della verifica, spiegano fonte di via Arenula, della «persistente capacità del detenuto di mantenere contatti con organizzazioni criminali o terroristiche».La mobilitazione degli anarchiciOggi, venerdì 10 aprile, un gruppo di una cinquantina di anarchici si è riunito a Roma nel quartiere del Pigneto per un’assemblea pubblica dallo slogan inequivocabile: «Fuori Alfredo dal 41 bis». Di fronte a un ingente dispiegamento di forze dell’ordine, i militanti hanno rilanciato la loro mobilitazione dandosi appuntamento per domani pomeriggio, davanti al ministero della Giustizia, e per il corteo di sabato 18 aprile ancora nella Capitale. Si tratta di appuntamenti già sotto i riflettori del Viminale. Chi è Alfredo Cospito? Cospito, per anni militante tra le file della Federazione Anarchica Informale (Fai), è al 41 bis dal maggio del 2022. Era stato rinchiuso prima nel carcere di Bancali, a Sassari, poi in quello di Opera, a Milano, e nel giusto del 2023 era tornato nell’istituto di massima sicurezza sardo. Tra l’ottobre del 2022 e l’aprile del 2023, e poi nuovamente nel 2024, l’anarchico di origini abruzzesi mise in atto un lungo sciopero della fame per protestare contro le condizioni detentive.L’uomo si trova in carcere perché ritenuto responsabile di due distinti episodi, entrambi rivendicati dalla Fai. Uno legato all’attentato del 2 giugno 2006 contro la scuola allievi carabinieri di Fossano (Cuneo), per cui ha ricevuto una pena di 23 anni, confermata nel 2024, e un’altra per l’aggressione del 7 maggio 2012 a Genova contro l’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, per la quale è stata inflitta una pena di 9 anni e cinque mesi.Perché si trova al 41 bis?Il regime del cosiddetto “carcere duro” previsto dall’articolo 41-bis, prima del caso Cospito, non era mai stato applicato a esponenti anarchici. È invece riservato a capi e sottocapi di organizzazioni mafiose e a soggetti condannati per terrorismo. La misura è stata introdotta per impedire che i vertici delle associazioni criminali, una volta detenuti, possano continuare a mantenere contatti con l’esterno, comunicando con gli affiliati e mantenendo così attive le proprie reti, con l’obiettivo di prevenire ulteriori minacce all’ordine e alla sicurezza pubblica. La scelta di applicare il regime detentivo speciale a Cospito era stata motivata dalla diffusione di alcuni suoi scritti e opuscoli che, secondo i giudici, avrebbero incoraggiato gli anarchici a non rinunciare all’uso della violenza. Tali elementi sono stati, infatti, interpretati come indicativi di un possibile collegamento dell’interessato con attività di militanza attiva anche dall’esterno del carcere.La difesa di Cospito e i ricorsi definiti «inammissibili»Contro l’applicazione del 41-bis, i legali di Cospito avevano presentato ricorso al Tribunale di Sorveglianza di Roma, che lo aveva però respinto. La difesa aveva poi proseguito con un appello al ministro della Giustizia Nordio e con un ricorso in Cassazione, senza ottenere la revoca della misura, nemmeno alla luce del peggioramento delle condizioni di salute del detenuto. Il 25 settembre 2025, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dichiarato «inammissibile», perché «manifestamente infondato», il ricorso sul regime del carcere duro e sulla mancata revoca per motivi sanitari, ritenendo adeguatamente motivate le decisioni delle autorità italiane. Sempre nel 2025, l’ottava sezione collegiale del Tribunale di Roma ha condannato a otto mesi l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, ritenuto responsabile della diffusione, nel gennaio 2023, di informazioni coperte da segreto d’ufficio relative al caso dell’anarchico. Infine, il nome di Cospito è tornato alla ribalta delle cronache in seguito a un’esplosione avvenuta in un casolare nel parco degli Acquedotti, a Roma, dove due vittime, un uomo e una donna, sono state collegate in via investigativa a un presunto “gruppo Cospito”.Foto copertina: ANSA/TINO ROMANO | Il processo all’anarchico Alfredo Cospito presso il tribunale di Torino, 26 giugno 2023 L'articolo Ancora “carcere duro” per Cospito, si va verso la proroga del 41-bis. Chi è l’anarchico e perché è sottoposto al regime detentivo speciale proviene da Open.