Si era innamorato, ma quello che credeva fosse amore lo aveva portato ad accumulare debiti per decine di migliaia di euro. Ora, però, per un uomo di 70 anni è arrivata una svolta: il tribunale di Perugia – riporta la Repubblica – gli ha riconosciuto il diritto a ridurre in modo significativo quei debiti, tenendo conto della sua condizione di fragilità. È la seconda volta che la legge sul sovraindebitamento, nota come “salva-suicidi”, viene applicata a un caso che, nei fatti, è riconducibile a una truffa sentimentale.La vicenda La storia ha origine, come spesso accade in questi casi, online. Il 70enne conosce sui social una donna di circa trent’anni più giovane. Entrambi romani, si incontrano e tra loro nasce una relazione che lui vive come autentica, con tanto di progetti di matrimonio, promesse e una quotidianità incerta, ma ai suoi occhi reale. «Pensavo fosse la persona con cui avrei trascorso il resto della vita», racconterà in seguito. Con il tempo, però, iniziano le richieste di denaro. Inizialmente modeste, poi via via più consistenti. Lui paga tutto: un abito da sposa, presunti interventi chirurgici, l’avvio di attività commerciali, regali costosi. È convinto di investire nel loro futuro comune. Ma nel giro di pochi anni i suoi risparmi si esauriscono. Nel complesso, l’uomo arriva a spendere tra i 150 e i 200 mila euro.Finiscono i soldi, e pure l’amoreQuando i soldi finiscono, finisce anche la relazione. La donna si allontana e l’uomo rimane solo, pieno di debiti. Per sostenere lo stile di vita di quella che considerava la sua compagna, aveva infatti acceso prestiti che non è più riuscito a restituire. Circa 65mila euro, diventati un peso insostenibile. Anche dopo la rottura, non ha mai sporto denuncia. Non per incertezza su quanto accaduto, ma perché – spiegano i legali Michele Marzoli e Lara Greco – era rimasto intrappolato in una «profonda dipendenza emotiva» che lo aveva portato anche a un tentato suicidio, prima della decisione di cambiare vita e trasferirsi in Umbria.Che cos’è la legge “salva-suicidi”Ed è qui che entra in gioco la Legge 3/2012, comunemente nota come legge “salva-suicidi” (e ora integrata nel Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza), introdotta per aiutare imprenditori e famiglie schiacciati dai debiti a risollevarsi da situazioni senza via d’uscita. La norma, tra l’altro, permette di rinegoziarli con rate sostenibili, ridurre l’importo complessivo dovuto e sospendere le azioni esecutive. In genere, però, questo strumento non è accessibile a chi si è indebitato in modo ritenuto irresponsabile. Colpa grave o forte vulnerabilità emotiva? Il punto centrale era proprio questo. Spendere centinaia di migliaia di euro per una relazione può essere considerato una colpa “grave”? Il giudice ha risposto negativamente, riconoscendo che quelle decisioni sono state prese in una condizione di forte vulnerabilità emotiva e quindi senza configurare una colpa grave. Per questo motivo ha ritenuto l’uomo «meritevole» di accedere alla procedura, anche in assenza di una denuncia formale per truffa. Oggi, grazie a questa decisione, il suo debito verrà ridimensionato e potrà essere rimborsato in modo sostenibile. Il resto potrà essere invece cancellato.L'articolo Accumula 65mila euro di debiti per amore, ma il giudice li cancella: «Soggetto vulnerabile». Cos’è la legge “salva-suicidi” proviene da Open.