Giorgio Galanti fabbricò un referto falso. È quanto si legge nelle motivazioni della condanna di primo grado dello scorso giugno 2025 per l’ex direttore della Medicina sportiva di Careggi. Si tratta della seconda inchiesta che lo coinvolge nella vicenda della morte dell’allora capitano della Fiorentina, Davide Astori. Nel primo processo il medico sportivo era stato condannato a un anno con sentenza definitiva in Cassazione per omicidio colposo. Il giocatore della Fiorentina è morto in una stanza di hotel il 4 marzo 2018 durante una trasferta a Udine. In questo secondo processo, il tribunale di Firenze ha condannato Galanti per falso ideologico perché “nonostante fosse già sotto l’attenzione dell’autorità giudiziaria, non ha esitato a fabbricare un documento falso per addurre elementi a suo favore coinvolgendo nella realizzazione di una condotta penalmente illecita i due impiegati apicali del reparto di Medicina dello Sport dell’Azienda Ospedaliera di Careggi”. Altri due medici infatti sono stati condannati per lo stesso reato a otto mesi, la dottoressa Loira Toncelli e il professore Pietro Amedeo Modesti. Per Modesti c’è anche l’accusa di reato di distruzione di atto vero.Nelle motivazioni della sentenza si legge che Galanti ha retrodatato di due anni il certificato medico del calciatore. Il documento di valutazione sportiva invece che essere del 2019 veniva falsificato per diventare del 2017 “in modo da apportare un elemento in più a suo favore nel processo per la morte dell’atleta”. Per il tribunale, Galanti e la dottoressa Toncelli avevano fatto un accordo per modificare “materialmente il documento relativo allo Strain di Astori”. Il medico avrebbe rilasciato al giocatore un certificato di idoneità sportiva “senza aver eseguito tutti gli accertamenti clinici (Holter 24) che risultavano invece necessari secondo le linee guida, a fronte di una serie di elementi critici emersi dagli esami, non notati o comunque sottovalutati dal medico”.L’avvocato Sigfrido Fenyes, difensore di Galanti, ha annunciato il ricorso in corte d’appello. Per Fenyes l’esame svolto dal medico sportivo sarebbe “immodificabile e leggibile in qualsiasi tempo e non suscettibile di alterazione o diversa interpretazione. Tutto il materiale probatorio dimostra che non vi è stato alcun accordo al fine di redigere un falso tra il professor Galanti e chi quella data effettivamente appose”.L'articolo Caso Astori, “il medico Galanti fabbricò un falso certificato”: le motivazioni della sentenza proviene da Il Fatto Quotidiano.