Ha vinto il Festival di Sanremo nella sezione Nuove Proposte con “Laguna”, a più di un mese di distanza esce, il 17 aprile, il primo disco di Nicolò Filippucci che si intitola “Un Posto Dove Andare” e che sarà presentato per la prima volta dal vivo il 13 aprile ai Magazzini Generali di Milano con ospiti speciali Settembre e l’amico di sempre, trigNO, come spoilerato da alcune story su Instagram. Il disco vede la partecipazioni di autori come l’hit-maker Alessandro La Cava, Roberto Casalino, Leonardo Lamacchia, Raffaele Esposito e poi, naturalmente, Filippucci. I brani sono squisitamente pop a tratti retrò anni 2000, altri contemporanei. I testi parlano delle riflessioni di un ragazzo di 19 anni con tutti i dubbi, le perplessità, ma anche l’urgenza di comunicare in musica ciò che difficilmente riuscirebbe a fare con le parole. Per sua stessa ammissione.Dopo la vittoria di Sanremo, cos’è successo nella tua vita?È stato un bel cammino e mi sembra sia successo tutto ieri. Sono ancora sono lì al Teatro Ariston con la testa praticamente. Abbiamo fatto tante cose, abbiamo lavorato e perfezionato le ultime cose del disco per renderlo migliore possibile. È stato un bel mese intenso, quello che arriva lo sarà ancora di più.Ti senti cambiato?Credo di essere rimasto sempre lo stesso, perché io sono davvero un ragazzo molto semplice con abitudini altrettanto semplici. Mi sento la stessa persona, con lo stesso approccio al lavoro che avevo prima.“Ci sono cose che se non le impari ora non le impari mai ed io non lo posso ignorare”, dici in “Sfumature”. Quali sono queste cose?Questa frase rispecchia un po’ anche quello che sono sicuramente sono. Credo che comunque questo periodo della mia vita sia collegato a una evoluzione umana oltre che artistica. Nella canzone si parla di storia d’amore, però può essere allargata anche in vari in altri in altri campi. Ogni giorno cerco di migliorarmi, sono cresciuto tanto dal punto e in questi due anni e mezzo ho imparato tante cose che non conoscevo prima, ho sperimentato anche di più.E dal punto di vista personale?Ho conosciuto tante persone nuove, ho cambiato città, mi sono trasferito a Milano, ho cambiato anche la mia routine. Sono le mie prime esperienze da solo, senza la mia famiglia. A parte il primo disorientamento dovuto agli spostamenti in città, adesso va molto meglio. Fortunatamente sono una persona che si adatta facilmente ai nuovi contesti.Qual è il vantaggio di vivere senza i genitori?Ovviamente ho molta più libertà di orari, spostamenti e gestione della casa (ride, ndr). Ecco quest’ultima è stata ed è la parte più ‘pesante’. Insomma ci sono certamente lati negativi e positivi. Sicuramente è il momento della vita in cui inizi a creare uno spazio tutto tuo. Ne ho parlato anche con i miei e l’attimo in cui vai via di casa è tra quelli che poi rimarranno indelebili nella memoria. Ed è quello che sta accadendo a me.In “Niente da perdere” dici “tutto intorno corre mentre io resto fermo ad un semaforo. A cosa ti riferisci?Vivo sempre come se non stessi mai facendo abbastanza, per ambizione personale oppure aspettative. Mi metto sempre in gioco, sono molto critico con me stesso, penso sempre che potrei dare quel qualcosina di più. In tutti i campi. So che non è una cosa sana, ma per il momento è così.Parli delle riflessioni notturne in “4:30”. A cosa pensi?Non ho grandi risposte filosofiche sulle mie riflessioni, ma sicuramente appena appoggio la testa sul cuscino la mia testa parte e penso alla mia vita qui a Milano, alle cose che vorrei realizzare, agli amici che ho giù, a chi sono.Hai nuovi amici da quando vivi a Milano?No, quelli che ho sono pochi, ma buoni perché sono molto selettivo. Pretendo tanto da me stesso e pretendo anche lo stesso molto dagli altri. So che è un pregio-difetto che ho.Qual è la caratteristica che una persona deve avere per catturare la tua attenzione?Deve stimolarmi ed essere interessante.In “Eclissi” parli di incomunicabilità. Fai fatica ad esprimere i tuoi sentimenti?Sì, ho molte difficoltà ed è per questo che la musica mi aiuta tantissimo a comunicare perché mi fa sentire al sicuro e riesco a scrivere cose che altrimenti non direi mai in faccia ad una persona.Si parla di bugie in “Strappalacrime”, le dici anche tu?Le bugie bianche ogni tanto servono anche in amore, secondo me, sempre nell’ottica che non faccia soffrire l’altro. Possono essere utili,Il 13 aprile ci sarà il tuo primo concerto ai Magazzini Generali, cosa accadrà sul palco?Anzitutto sarà l’occasione per presentare live tutto il mio nuovo disco, ci saranno anche le canzoni che ho presentato ad ‘Amici’. Con me ci sarà una bella band e non vedo l’ora di suonare un sacco, ci divertiremo.L'articolo “Ho vinto Sanremo Giovani, ma rimango umile. Vivere da solo mi ha dato la libertà, ma devo anche pulire casa! Le bugie bianche in amore sono concesse”: Niccolò Filippucci presenta “Un Posto Dove Andare” proviene da Il Fatto Quotidiano.