La salute degli italiani e la ‘sindrome del sufficiente’

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L’importante è la salute, sì. Ma tra il dire e il fare, secondo una nuova indagine Doctolib.it, c’è quella che i ricercatori hanno ribattezzato la sindrome del sufficiente. Quella che, alla domanda come stai?, fa rispondere ‘discretamente’. Bene, ma non benissimo: su 3.000 cittadini da 18 anni in su solo il 4% si sente in ottima salute, il 44% la giudica discreta, il 45% soffre di ansia quotidianamente, il 28% dorme poco e male e il 27% degli under 35 si sente decisamente sopraffatto. Insomma, l’indagine realizzata per la Giornata Mondiale della Salute descrive una normalità fatta di stanchezza, stress e malessere diffuso.  “Viviamo quella che possiamo definire come la ‘sindrome del sufficiente’” spiega Angela Persico, psicologa clinica esperta in psicologia della salute. “Ci siamo talmente abituati a funzionare in modalità ‘sopravvivenza’ che non riconosciamo più quando potremmo stare davvero bene. Accontentarsi di non stare male è diventato il nuovo standard”. Malessere normalizzato Secondo la psicologa “il fatto che solo il 4% si senta in forma ottima ci dice che abbiamo normalizzato una condizione di affaticamento cronico, di stanchezza di fondo, di vitalità spenta. La normalizzazione del malessere è diventata un fenomeno culturale: quando tutti intorno a noi sono stanchi, la stanchezza smette di essere un sintomo e diventa la normalità. La vera domanda è: abbiamo dimenticato cosa si prova a sentirsi pieni di energia? Forse sì e questo è il primo campanello d’allarme”.Tra insonnia e ansiaDalla survey di Doctolib.it scopriamo anche che il 28% degli italiani dorme poco e male e quasi il 10% combatte con l’insonnia, che il 45% soffre spesso di ansia e il 23% trascura l’alimentazione.E se le donne pagano il prezzo più alto in termini di stress, bersagliate da insonnia e ansia (solo il 9% dichiara di non sentirsi mai sopraffatta, contro il 25% degli uomini), gli under 35 sono i più colpiti dal disagio psicologico: il 27% si sente sopraffatto ogni singolo giorno.“Le donne – dice l’esperta – vivono un carico mentale e fisico insostenibile: la doppia presenza di lavoro e cura familiare, la pressione estetica, la violenza psicologica sottile ma costante e una società che chiede loro di essere tutto per tutti. Il risultato è un sistema nervoso in perenne stato di allerta, che nel lungo termine si traduce in malattie cardiovascolari, disturbi del sonno, depressione, burnout”. “Dall’altra parte, i giovani sono la generazione più connessa e più sola, cresciuta con la pressione della performance e dei social media, con modelli irraggiungibili e un futuro incerto”, continua. La correlazione “tra stress cronico e aumento dei marcatori infiammatori è documentata: lo stress cronico non è ‘solo nella testa’, è un’infiammazione silenziosa che logora il corpo, abbassa le difese immunitarie, accelera l’invecchiamento cellulare”.Corpo e mente in saluteMa cosa significa principalmente per gli italiani “essere in salute”? Per il 60% dei partecipanti all’indagine equivale a “non avere malattie o dolori fisici”, per il 54% a “sentirsi bene emotivamente e mentalmente”, per il 34% ad “avere energia per affrontare la giornata” e per il 3%, a pari merito,  ad “avere buone relazioni sociali” e “avere un aspetto fisico piacevole”.“Per decenni abbiamo vissuto con una separazione artificiosa, da una parte il corpo e dall’altra la mente, come se fossero due compartimenti stagni. Oggi, finalmente, la scienza e la percezione delle persone si incontrano: la salute è una. Ed è psicofisica”. Il potere del respiroSiamo, insomma, più consapevoli dell’importanza della salute mentale, “eppure lo stress ci schiaccia. Non è ipocrisia, è impotenza, siamo così sovraccarichi che aggiungere il ‘prendersi cura di sé’ diventa un altro compito, un altro dovere, un altro fallimento”, dice ancora Persico.Cosa fare? “Come specialista in mindfulness, consiglio sempre di iniziare da un respiro, letteralmente. Non serve prenotare una terapia subito, anche se a volte può essere utile. È importante fermarsi almeno 3 volte al giorno e fare 3 respiri consapevoli: inspirare sentendo l’aria entrare, espirare sentendo il corpo che si rilassa e ‘che rilascia’. Possono bastare anche 30  secondi, questo è il primo passo. Perché la cura di sé non è un traguardo lontano, è una pratica quotidiana di piccoli gesti. Il primo piccolo passo è riappropriarsi del diritto alla pausa, al riposo, senza sensi di colpa, senza doverlo prima meritare. La salute mentale inizia lì, nel darsi il permesso di fermarsi”, conclude l’esperta.Questo articolo La salute degli italiani e la ‘sindrome del sufficiente’ proviene da LaPresse