WhatsApp spinge ancora di più sui Canali, e la prossima mossa riguarda direttamente il portafoglio: sono in arrivo gli abbonamenti a pagamento con contenuti esclusivi per chi decide di supportare i creatori. La nuova funzione si chiama Channel subscriptions ed è ancora in sviluppo, quindi non è disponibile né nella versione stabile né nella beta pubblica di WhatsApp.I gestori di un Canale potranno attivare un abbonamento mensile (i dettagli precisi non sono ancora pubblici) e proporre post esclusivi agli iscritti paganti, mantenendo comunque una parte di contenuti gratuiti.L'attivazione dell'abbonamento passerà dalla schermata di info del Canale, dove il creatore potrà decidere quanto far pagare e gestire la parte a pagamento direttamente dallo stesso spazio in cui oggi modifica nome, descrizione e impostazioni. WhatsApp conferma che l’esperienza gratuita dei Canali resta il punto di partenza: chi segue un Canale potrà continuare a ricevere aggiornamenti senza pagare nulla, come avviene oggi.La parte a pagamento diventa una “corsia preferenziale”: i creatori potranno pubblicare contenuti extra riservati agli abbonati, affiancandoli ai post aperti a tutti.Per evitare confusione tra contenuti free ed esclusivi, l’app offrirà un filtro dedicato: in questo modo sarà possibile scorrere il Canale e distinguere subito cosa rientra nell’abbonamento e cosa no, senza perdere tempo tra i vari aggiornamenti. Una delle novità più interessanti riguarda la trasparenza: WhatsApp mostrerà il numero di abbonati paganti di ogni Canale direttamente nella schermata info, accanto al totale dei follower.Questo dato sarà visibile a tutti, anche a chi segue solo la parte gratuita del Canale o sta semplicemente dando un’occhiata prima di iscriversi. Non servirà quindi pagare per vedere quante persone hanno già scelto l’abbonamento.In pratica, il contatore degli abbonati diventa un segnale sociale: un numero alto può trasmettere fiducia e suggerire che i contenuti esclusivi abbiano un certo valore percepito; un numero basso, al contrario, potrebbe far esitare chi sta valutando se abbonarsi. WhatsApp insiste su un punto, cioè che l'abbonamento ai Canali è completamente opzionale, come ovvio che sia. Nessuno sarà obbligato a pagare solo perché un Canale offre anche una formula a pagamento.Chi segue un Canale potrà decidere con calma se i contenuti extra giustificano il costo richiesto, confrontando prezzo, numero di abbonati e qualità percepita dei post gratuiti.Anche dal lato dei creatori non ci sarà alcun vincolo: chi preferisce mantenere tutto gratuito potrà farlo, senza attivare alcun sistema di monetizzazione e continuando a usare i Canali solo come strumento di diffusione delle proprie comunicazioni. Il fatto che un contenuto sia a pagamento non lo mette al riparo dalle regole di WhatsApp: anche i post riservati agli abbonati dovranno rispettare i Termini di servizio dei Canali.Ciò significa che restano vietati contenuti illegali, dannosi o abusivi, e WhatsApp mantiene il potere di intervenire contro i Canali che violano le proprie norme.Per gli utenti che pagano un abbonamento, questo approccio rappresenta una forma di tutela minima: la zona "premium" non diventa un'area franca, ma un'estensione del Canale sottoposta agli stessi standard di sicurezza. Tutto il sistema di Channel subscriptions, compreso il contatore pubblico degli abbonati, è ancora in fase di sviluppo e non ha una data di rilascio precisa.Le prime tracce sono emerse nelle versioni beta per Android (tra cui la 2.26.14.4), ma WhatsApp sta ancora lavorando su prestazioni, stabilità e modalità di visualizzazione del numero di iscritti prima di allargare i test a un pubblico più ampio.Per chi segue i Canali ogni giorno, la vera sfida sarà capire se gli abbonamenti porteranno contenuti realmente utili o se diventeranno solo un altro abbonamento da aggiungere alla lista: il mercato deciderà in fretta quanto spazio c’è per pagare anche dentro WhatsApp.L'articolo WhatsApp come OnlyFans: in arrivo i Canali a pagamento sembra essere il primo su Smartworld.