Sinner ha cambiato tutto: Montecarlo ribalta gli equilibri con Alcaraz. Panatta: “Ha vinto la forza mentale”

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La vittoria di Montecarlo è qualcosa di più di un titolo, del ritorno al numero 1. È una dichiarazione. Perché Jannik Sinner ha battuto Carlos Alcaraz sulla superficie più scomoda, la terra rossa, nelle condizioni più complicate, con il vento a rendere tutto imprevedibile. Soprattutto, perché Sinner ha vinto nel modo che più gli appartiene: con ossessione, disciplina, solidità. Non è così scontato. È stata una finale tesa, sporca, in cui serviva lucidità e freddezza. Sono caratteristiche tipiche del campione altoatesino, punti di forza che però spesso avevano vacillato quando di fronte c’era Alcaraz. Non questa volta. Anzi, Montecarlo sembra quasi aver scavato un piccolo solco. La sensazione è che qualcosa sia cambiato.Alcaraz lo ha ripetuto spesso: “Sinner quando perde torna sempre più forte”. Le sconfitte negli ultimi due Slam, prima Us Open e poi Australian Open, hanno forgiato una nuova versione dell’altoatesino capace di dominare in fila Indian Wells, Miami e poi Montecarlo. Dal cemento alla terra rossa. Perché Sinner non si limita a vincere: lavora per togliersi ogni limite, anche quelli che sembravano strutturali, come la resa sulla terra o in condizioni estreme. Lo aveva spiegato lui stesso alla vigilia del torneo, raccontando il lavoro fatto nelle settimane precedenti: “Dopo Doha abbiamo passato giornate lunghe in campo con poca pausa, giocando sotto il sole per tante ore. L’obiettivo era di migliorare la prestazione al caldo“. Sinner si è sottoposto a lavori forzati pur di correggere un difetto. L’obiettivo è ancora all’orizzonte: vincere Roma e poi il Roland Garros.La testa sta diventando il vero spartiacque tra Sinner e Alcaraz. Ieri, subito dopo la vittoria, sul Fatto Quotidiano la finale veniva descritta come una “vittoria mentale“. Adriano Panatta, che la finale l’ha vista dal vivo e poi commentata alla Domenica Sportiva su Rai Uno, non ha dubbi: “Ha vinto la determinazione, la forza mentale e il lavoro quotidiano per migliorarsi di Sinner“. Una sintesi perfetta. Perché nei momenti chiave, soprattutto nel tie-break del primo set, è stato il servizio a sorreggerlo. Ma nel lungo periodo del match è stata la solidità a marcare la differenza con Alcaraz.Panatta va anche oltre, entrando nel confronto diretto con lo spagnolo: “Forse ha un filino in meno di abilità tecnica ma è talmente forte mentalmente che quella roba lì ce l’ha in tutte le partite. Quindi o Alcaraz gioca al 100% tutte le partite oppure, se scende anche di una piccolissima percentuale, Sinner vince“. È esattamente ciò che è successo a Montecarlo. Lo spagnolo ha avuto i suoi passaggi a vuoto, l’azzurro no. E a questi livelli è una condanna. Nel suo intervento sul Corriere della Sera, l’ex campione italiano ha ribadito il concetto con ancora più forza: “Ce l’ha Sinner la testa da Numero Uno. E mamma mia quanta ne ha. È lei che fa la differenza“. Una qualità che non lo abbandona mai, “anche quando si trova in difficoltà”, perché “ha sempre una risposta da dare, un obiettivo da inseguire“.L'articolo Sinner ha cambiato tutto: Montecarlo ribalta gli equilibri con Alcaraz. Panatta: “Ha vinto la forza mentale” proviene da Il Fatto Quotidiano.