Lavorare in ufficio è più dannoso di quello che si pensa e la causa è l’aria dell’ambiente chiuso in cui si devono passare ben otto ore della propria giornata. Questa è la teoria lanciata sui social dalla content creator Noa Donlan, che dimostra come dopo poche ore di lavoro il corpo ne risenta: i capelli si spengono, le labbra si seccano e la pelle diventa più unta, trasformando un beauty look perfetto in un vero incubo in poco tempo. Un’esperienza condivisa da molte altre ragazze e diventata virale su Tik Tok e Instagram con moltissimi video dedicati a quella che è stata denominata office air theory (ovvero la “teoria dell’aria dell’ufficio”). Si tratta solo di una sensazione o c’è una spiegazione dietro a tutto questo? Perché negli ambienti chiusi si percepiscono questi effetti dannosi sulla propria pelle e, di conseguenza, sulla propria salute? Lo abbiamo chiesto al professor Gianni Rezza, già direttore della Prevenzione al Ministero della Salute e professore straordinario di Igiene presso UniSR: “Per quanto riguarda i problemi di salute o eventuali effetti dannosi degli ambienti chiusi il problema è complesso. Innanzitutto, problemi di tipo cutaneo non sono frequenti, e il più delle volte si tratta di eczemi da contatto, dovuto a reazioni allergiche nei confronti di sostanze presenti nell’ambiente. Naturalmente, la presenza di aria condizionata o lo stesso riscaldamento possono comportare disidratazione della pelle, specie se l’ambente non è adeguatamente umidificato. In casi estremi si può determinare un invecchiamento cutaneo precoce. Naturalmente, una buona ventilazione favorisce il ricambio d’aria e attenua eventuali problemi”.Gli effetti dell’aria che si respira in ufficio non intaccano solo l’aspetto fisico più visibile, ma possono anche danneggiare la salute del corpo più in profondità, principalmente a causa dell’inquinamento che caratterizza gli ambienti chiusi. Afferma l’esperto: “Un capitolo importante è certamente quello dell’inquinamento indoor, che può determinare problemi maggiori rispetto a quello degli ambienti esterni. Sostanze inquinanti possono essere di varia natura (chimiche, fisiche o biologiche) e la loro presenza varia a seconda della destinazione d’uso dell’ambiente stesso, che sia una casa, un ufficio o una scuola. Sostanze come la formaldeide, ad esempio, possono essere presenti in mobili impellicciati o vernici. Lo stesso fumo passivo può comportare rischi non indifferenti, e un’adeguata manutenzione dei camini e delle stufe a volte può anche salvare la vita. Infine, la pelle, che non invecchia solo a causa dell’esposizione al sole, ma paradossalmente anche vivendo sempre al chiuso”.Spesso le condizioni degli spazi interni non giocano a favore di chi li frequenta quotidianamente e, per ottenere una condizione ottimale in tale contesto, esistono alcuni parametri da rispettare. Secondo la normativa europea e le linee guida della World Health Organization, negli ambienti confinati la temperatura deve mantenersi tra i 20 e i 24 gradi in inverno e tra i 23 e i 26 gradi in estate e la percentuale di umidità deve essere tra il 40% e il 60%. Esistono poi altri accorgimenti che si possono tenere in considerazione per stare meglio, infatti secondo il professor Rezza: “Aerare regolarmente gli ambienti, per almeno 10-15 minuti al giorno anche d’inverno, è un toccasana per la nostra salute. Pochi sanno che, specialmente in alcune zone, la presenza di radon, un gas radioattivo naturale, rappresenta una minaccia per i nostri polmoni. Dal momento che tende ad accumularsi soprattutto nei seminterrati, è buona prassi quella di ventilare costantemente l’ambiente. Ma il rischio biologico, anche, va considerato. Non per nulla era costante, durante la pandemia, il richiamo a favorire il ricambio d’aria negli ambienti scolastici, laddove virus e batteri possono accumularsi e circolare rapidamente. A volte, trasgredire il principio di non prender troppo freddo può far bene alla salute, se il rischio è quello di doversi infettare”.E in fatto di bellezza e cura personale, cosa si può fare per correre ai ripari quando le lunghe ore passate alla scrivania rovinano il beauty look? Per sconfiggere la secchezza delle labbra, si può utilizzare un burro labbra, che sia all’avocado o composto da altri ingredienti altrettanto idratanti e oleosi. Quando invece si ha a che fare con i capelli spenti, si possono ravvivare con prodotti contenenti elementi che nutrono in profondità il capello, come il cocco, il burro di karité, l’avocado e la macadamia. Infine, contro la pelle unta serve un siero leggero lattiginoso che non sia troppo denso e che asciughi la pelle donando un effetto opaco, che contenga anche dell’acido salicilico per ridurre e asciugare le imperfezioni.Visualizza questo post su InstagramUn post condiviso da Noa Donlan (@noadonlan)L'articolo “L’aria degli uffici rovina pelle e capelli”: cos’è la “Office air theory”, la nuova ossessione social. Il prof Rezza: “E’ vero. L’inquinamento indoor può dare problemi maggiori rispetto a quello atmosferico” proviene da Il Fatto Quotidiano.